PHOTO
Lo schianto dei missili, poi nell’aria rovente una puzza insopportabile, gli occhi che bruciano, il respiro che si fa corto, l’affanno. Accade ad Aleppo, la città siriana senza pace, dove ora le Nazioni Unite stanno investigando sul possibile uso di armi chimiche nei combattimenti in corso. Le armi usate sarebbero bombe al cloro e hanno colpito il quartiere di Zebediya, controllato dagli oppositori del presidente Assad. Le bombe chimiche avrebbero provocato almeno 4 morti e diversi feriti, adulti e bambini, ricoverati negli ospedali, ripresi e fotografarti con le maschere per l’ossigeno sul volto.
«Se l’uso di armi chimiche sarà confermato, si tratta di un crimine di guerra», dichiara Staffan de Mistura, l’inviato dell’Onu per la Siria. Non sarebbe la prima volta che armi chimiche vengono usate nella guerra in Siria. Già nel 2013 la Bbc documentò un attacco chimico nella città di Saraqeb. Anche in quel caso l’attacco fu portato da forze governative fedeli al presidente Assad. Continuano i bombardamenti anche con armi convenzionali e secondo padre Ibrahim Alsabagh, parroco della chiesa di San Francesco, ad Aleppo, è stata colpita anche una delle migliori cliniche private della città, gestita dalla suore di San Giuseppe dell’Apparizione.
I continui attacchi contro gli ospedali siriani (almeno 42 negli ultimi mesi) hanno spinto alcuni medici di Aleppo a inviare un appello a Barack Obama, chiedendogli di fare qualcosa. «Non abbiamo bisogno di lacrime, simpatia o preghiere, abbiamo bisogno della sua azione. Dimostri che lei è un amico dei siriani».
La Russia ha annunciato una pausa quotidiana di tre ore nei bombardamenti, fra le 10 e le 13 locali, per favorire la consegna di aiuti alla popolazione civile. Tuttavia, secondo alcuni testimoni, la pausa non sarebbe stata rispettata. Il coordinatore degli aiuti dell’Onu, Stephen O’Brien, ha detto che sarebbe necessaria una tregua di almeno 48 ore per consegnare alla popolazione cibo, acqua potabile, medicine, generatori di corrente elettrica.
«Se l’uso di armi chimiche sarà confermato, si tratta di un crimine di guerra», dichiara Staffan de Mistura, l’inviato dell’Onu per la Siria. Non sarebbe la prima volta che armi chimiche vengono usate nella guerra in Siria. Già nel 2013 la Bbc documentò un attacco chimico nella città di Saraqeb. Anche in quel caso l’attacco fu portato da forze governative fedeli al presidente Assad. Continuano i bombardamenti anche con armi convenzionali e secondo padre Ibrahim Alsabagh, parroco della chiesa di San Francesco, ad Aleppo, è stata colpita anche una delle migliori cliniche private della città, gestita dalla suore di San Giuseppe dell’Apparizione.
I continui attacchi contro gli ospedali siriani (almeno 42 negli ultimi mesi) hanno spinto alcuni medici di Aleppo a inviare un appello a Barack Obama, chiedendogli di fare qualcosa. «Non abbiamo bisogno di lacrime, simpatia o preghiere, abbiamo bisogno della sua azione. Dimostri che lei è un amico dei siriani».
La Russia ha annunciato una pausa quotidiana di tre ore nei bombardamenti, fra le 10 e le 13 locali, per favorire la consegna di aiuti alla popolazione civile. Tuttavia, secondo alcuni testimoni, la pausa non sarebbe stata rispettata. Il coordinatore degli aiuti dell’Onu, Stephen O’Brien, ha detto che sarebbe necessaria una tregua di almeno 48 ore per consegnare alla popolazione cibo, acqua potabile, medicine, generatori di corrente elettrica.





