Come vivono i rapporti d'amore gli adolescenti? I dati del nuovo rapporto di Save the Children mettono in luce come il comportamento aggressivo e gli atteggiamenti di controllo siano ancora molto diffusi, anche se poi vengono o alla luce solo nella situazioni più estreme, sono a volte la norma nella dinamica tra i due giovani partner.

Il rapporto “Stavo solo scherzando”. Nuove evidenze sulla violenza nelle relazioni tra adolescenti”, che contiene i risultati di un’indagine realizzata in collaborazione con IPSOS DOXA mostra come uno/a su quattro è stato/a spaventato/a almeno una volta con atteggiamenti violenti (schiaffi, pugni, spinte, lancio di oggetti) dalla persona con cui ha o ha avuto una relazione, e a più di uno su tre (36%) il/la partner si è rivolto/a con linguaggio violento (grida, insulti). Una/o su tre è stata/o geolocalizzata/o dal partner. Il 28% ha subito pressioni per farsi inviare foto o video intimi. Queste dinamiche non riguardano solo la sfera privata, ma anche lo spazio pubblico, sia online che offline: più di 4 adolescenti su dieci sono stati importunati con commenti e avances sessuali da qualcuno/a che li ha infastiditi – percentuale che nelle ragazze sale al 50% -, al 28% è capitato che sue immagini intime fossero condivise senza consenso e il 29% si è sentito costretto almeno una volta a compiere atti sessuali indesiderati. Il 36% ha subito insulti o prese in giro per il suo genere o il suo orientamento sessuale.

Vittime ma anche più consapevoli

Sono in ogni caso le ragazze a pagare il prezzo più alto in termini di rischi, rinunce e stigma, a conferma che la violenza e il controllo hanno ricadute asimmetriche. Il 66% delle ragazze ha subito catcalling in strada o negli spazi pubblici, il 70% si sente in pericolo per strada (molto, abbastanza o un po’), quasi la metà (49%) sceglie di non prendere mezzi pubblici la sera da sola. Anche se rispetto al rapporto pubblicato dall’Organizzazione nel 2024, “Le ragazze stanno bene?” che indagava sullo stesso fenomeno, gli adolescenti – e soprattutto le ragazze - sembrano oggi più consapevoli, con un calo di coloro che ritengono “normali” alcuni atteggiamenti di possesso e controllo.

Il cattivo esempio spesso famiglia

Il rapporto mostra come anche il contesto familiare pesi: vivere in famiglie conflittuali o dove si è esposti a violenza spesso porta alla riproduzione di tali modelli. Le percentuali di adolescenti che subiscono o mettono in atto ricatti emotivi, atteggiamenti violenti o di controllo nelle relazioni sono sistematicamente più alte nei ragazzi e nelle ragazze che vivono in un clima familiare che loro stessi definiscono teso, violento e/o conflittuale. Ad esempio, il 39% di questi ultimi usa un linguaggio violento e il 30% ha avuto nei confronti del partner atteggiamenti violenti, contro rispettivamente il 28% e il 18% del campione generale.

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Controlli e ricatti emotivi

Quando li si interroga su comportamenti violenti e di controllo e ricatti emotivi nelle relazioni che vivono, emerge una quasi sovrapposizione tra ciò che i ragazzi e le ragazze dicono di aver subìto e ciò che dichiarano di aver messo in atto in prima persona, sebbene siano più spesso i ragazzi ad ammettere di agire questo genere di atteggiamenti. Almeno una volta, il 28% ha usato linguaggio violento (32% i ragazzi, 24% le ragazze), il 28% ha fatto leva sulle emozioni per far sentire in colpa e ottenere qualcosa (31% i ragazzi, 24% le ragazze), il 21% ha fatto pressioni per ottenere foto o video intimi (24% i ragazzi, 18% le ragazze), il 18% ha spaventato la persona con cui ha o ha avuto una relazione con atteggiamenti violenti (21% i ragazzi, 13% le ragazze).

Quando la relazione finisce

La fine del rapporto è un momento critico nella gestione della relazione tra adolescenti. Il 27% dichiara di aver cercato con insistenza il/la partner dopo la fine del rapporto (28% i ragazzi, 25% le ragazze), il 20% di aver minacciato di farsi del male in caso di rifiuto o interruzione del rapporto (22% i ragazzi, il 17% le ragazze), il 20% di aver condiviso o minacciato di condividere messaggi, foto o informazioni private per vendetta (23% i ragazzi, 16% le ragazze).

Incontri occasionali, giochi e sfide sessuali

La ricerca di Save the Children mette in luce anche la diffusione tra una rilevante percentuale di adolescenti di pratiche e situazioni che possono diventare terreno di vulnerabilità quando si intrecciano con dinamiche di abuso, pressione sociale e mancanza di consenso. Al 28% degli intervistati è capitato almeno una volta di avere incontri intimi occasionali dopo aver bevuto troppo e non ricordare bene le circostanze il giorno dopo, percentuale che sale al 31% tra i ragazzi (25% tra le ragazze). Il 40% ritiene diffuso tra i coetanei bere alcol in modo esagerato per disinibirsi sessualmente - 49% tra coloro che vivono in un clima familiare negativo-, il 24% usare sostanze o farmaci per disinibirsi (36% tra coloro che vivono in un clima familiare negativo), il 23% partecipare a giochi o sfide sessuali di gruppo (44% tra coloro che vivono in un clima familiare negativo). Quasi 1 su dieci pensa che partecipare a sfide e giochi sessuali di gruppo si faccia per sentirsi parte di un gruppo o essere accettati dai propri amici, mentre il 31% ritiene che si sottovalutino le possibili conseguenze personali o sociali.

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Le raccomandazioni di Save the Children

Con la campagna #Facciamoloinclasse, Save the Children torna a chiedere l’approvazione di una legge che preveda percorsi obbligatori di educazione all’affettività e alla sessualità, in accordo con le Linee guida UNESCO sulla Comprehensive Sexual Education (CSE) e gli Standard dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, a partire dalla scuola dell’infanzia fino alle secondarie di II grado, all'interno dei piani formativi e con modalità adeguate all’età dei beneficiari. I percorsi dovrebbero essere tenuti da figure esperte in collaborazione con il personale docente adeguatamente formato e la partecipazione attiva di studentesse e studenti. È inoltre fondamentale che includano moduli specifici sull’uso consapevole delle tecnologie digitali, sui rischi e sulle forme di abuso e violenza che possono manifestarsi online, sulla diffusione di contenuti stereotipati, che aiutino ragazzi e ragazze nello sviluppo di un pensiero critico e nelle capacità di tutelare il proprio benessere psicologico e agire on line in modo rispettoso e sicuro.

Tra le altre raccomandazioni, l’Organizzazione ritiene inoltre fondamentale che il Governo stanzi delle risorse per garantire l’accesso gratuito e tempestivo a percorsi di sostegno psicologico e psicoterapeutico per le vittime minorenni di violenza di genere.