Il primo giorno dopo la risposta di Sanchez alla revoca di Schengen da parte del Governo Meloni si è chiuso con i controlli dei documenti sui passeggeri dei 250 voli provenienti dall'Italia: i documenti sono stati verificati a un campione tra il 5 e il 15% dei passeggeri direttamente allo sbarco dai voli.

Questo non senza disagi per i passeggeri, in prevalenza turisti, che hanno spesso dovuto attendere, un po’ spaesati e in luoghi non climatizzati, che si espletassero le formalità.

Una foto pubblicata sul profilo X / Ministerio del Interior relative ai controlli negli aeroporti spagnoli per i viaggiatori provenienti dall'Italia l' 8 agosto (ANSA)

Questo duello Italia-Spagna preoccupa Bruxelles, che vuole infatti evitare la messa in discussione dell'accordo di Schengen. Il commissario Ue agli Affari Interni, Magnus Brunner, ha fatto una telefonata ai ministri dell'Interno spagnolo e italiano, Fernando Grande-Marlaska e Matteo Piantedosi, ribadendo che «La fiducia tra gli Stati membri è la nostra risorsa più preziosa».

Brunner ha voluto ribadire i toni concilianti anche su X affermando che «entrambi i governi hanno assicurato che i controlli alle frontiere interne sono temporanei». «Le autorità spagnole ci hanno assicurato che gli eventi di Ceuta non avranno ripercussioni durature sullo spazio Schengen», ha scritto Brunner, «ecco perché dall’Italia giungono segnali secondo cui i controlli potrebbero essere presto revocati».

Stesso tono quello di un portavoce della Commissione che all'ANSA ha riferito: «Gli spostamenti illegali verso la Spagna continentale e l'Europa sono stati finora bloccati con successo e in questa fase, è fondamentale concentrare i nostri sforzi per prevenire ulteriori attraversamenti illegali e morti tragiche e insensate», riferendosi all’allarme di un nuovo arrivo di massa a Ceuta per Ferragosto, che gli stessi 007 spagnoli hanno definito "credibile".

Sulla questione migranti e sulla crisi di Ceuta è intervenuto ieri anche il presidente della Repubblica italiana, Sergio Mattarella, che ha invitato ad una «gestione dei flussi migratori che obbedisca a criteri di rispetto della dignità delle persone. Siamo invitati a riflettere sul prezzo umano pagato e ad agire affinché simili sciagure non abbiano a ripetersi».

Intanto, in una situazione internazionale sempre più tesa e incandescente, i dissidi interni all’Unione europea, non sono che un altro segnale di conflittualità come mai si era verificato dall’indomani della Seconda guerra mondiale.