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Lo hanno definito «il golpe di fine anno». La riforma della magistratura contabile, che limita i controlli, che cancella la responsabilità per grave negligenza e che limita, in caso di accertamento di danno erariale, al 30 per cento del danno stesso e comunque a non oltre due annualità di stipendio di chi lo ha compiuto (ci si chiede cosa accada nel caso in cui la persona risulti disoccupata dopo aver commesso il fatto) è stata salutata con giubilo dalla maggioranza che sostiene che così – limitando i controlli -, si potrà andare più spediti nelle procedure amministrative, e dall’altro, invece, come una sorta di punizione per i giudici che hanno evidenziato più volte le deficienze delle attività di Governo, l’ultima volta in merito al Ponte tra Messina e Reggio Calabria.
«L’approvazione del disegno di legge Foti sulla Corte dei Conti è un segnale profondamente negativo, che mette in evidenza ancora una volta l’insofferenza del potere politico davanti al controllo di legalità», recita una nota dell’Associazione nazionale magistrati. Che precisa: «A essere messi a repentaglio sono i diritti e le risorse economiche dei cittadini. Gli attacchi alla magistratura indeboliscono l’intera comunità, così come lo fa la riforma Nordio».






