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Piercamillo Davigo, neo eletto presidente dell'Associazione nazionale magistrati risponde a Renzi prendendo a prestito la stessa battuta che il premier usò per liquidare le proteste dei magistrati sul caso del taglio delle ferie: "Brrr... che paura". E poi aggiunge che l'attacco ai magistrati per l'inchiesta sui petroli "non mi è piaciuto. Ma non ci sono governi amici o nemici, si dialoga con tutti, ma nel rispetto della nostra dignità".
Magistrato simbolo della stagione di Mani Pulite e della lotta alla corruzione, Davigo guiderà una giunta unitaria. I magistrati hanno infatti deciso di unire le correnti ai vertici della loro associazione e di stabilire una rotazione tra i membri delle diverse correnti. Davigo resterà in carica per un anno. Il segretario, la seconda carica dell'Anm, sarà invece Francesco Minisci, pm di servizio a Roma e rappresentante di Unicost, la di centro che ha vinto le elezioni.
I magistrati hanno lavorato insieme anche sul programma dei problemi urgenti da affrontare. Fra questi la questione della sicurezza, a un anno di distanza dalla strage al tribunale di Milano, e il miglioramento delle condizioni di lavoro. Centrale anche la questione dei carichi di lavoro esigibili dai magistrati e la questione morale in magistratura.
Sullo scontro dei poteri Davigo ironizza e risponde sereno: "Giusto che ci sia tensione tra potere politico e giudiziario. Non sono i Paesi dove si vorrebbe vivere quelli in cui le decisioni dei giudici hanno sempre l'approvazione del Governo".





