«Siamo accampati nella zona neutra tra la Libia ovest e la Libia est in un posto spartano, una stazione di benzina. Manca sovente l'acqua ma emotivamente stiamo bene, c’è un clima di grande solidarietà e determinazione». È con un certo sollievo che riusciamo a metterci in contatto con Giuseppina Branca, la militante più anziana della spedizione via terra della Global Sumud Flotilla, bloccata in Libia la scorza settimana. La carovana – 25 le delegazioni da tutto il mondo, fra cui appunto l’italiana di 13 componenti – in marcia verso la Palestina per consegnare «case mobili, 15 ambulanze e altri aiuti umanitari», si trova ora bloccata a circa 9 chilometri dal valico di Sirte.

Giuseppina Branca, 79 anni
Giuseppina Branca, 79 anni

Giuseppina Branca, 79 anni

Una situazione instabile, molto faticosa, ma gli attivisti non mollano. Giuseppina in testa: è una donna determinata, che ha scelto da che parte stare e rimane fedele alla causa di un mondo più giusto. E a quanti fossero preoccupati per lei, Giuseppina risponde: «Non c'è età per lottare contro le ingiustizie. Il nostro obiettivo che lascino passare il convoglio umanitario. Paure non ne abbiamo». La sua è una testimonianza straordinaria, fatta di coraggio e tenacia.
Verbanese, infermiera in pensione, Giuseppina si è sempre spesa in missioni umanitarie in giro per il mondo. Già lo scorso anno aveva preso parte alla missione della Flottilla, mossa dagli stessi ideali che la guidano ancora oggi: «Partecipo a questa missione perché mi sembra normale muoversi contro i crimini che sta facendo il governo di Israele».
Settimana scorsa, nella notte fra giovedì e venerdì, «c’è stata una lunghissima riunione in cui si è deciso di rimanere ancora, di ritentare ancora, sottolineando quanto sia importante riuscire a far passare questi mezzi. Sono stanchi ma determinati», riferisce la portavoce per l’Italia della Global Sumud Flotilla, Maria Elena D’Elia.

La strada che collega la Libia occidentale alla Libia Orientale

Mentre la carovana è ancora accampata, il comitato direttivo della Global Sumoud Flotillia sta cercando di far pressione, a livello diplomatico, per sbloccare la situazione. Il contingente umanitario è professionalizzato, ne fanno parte anche ingegneri, personale sanitario, educatori, ecocostruttori e medici pronti a portare aiuto alla popolazione stremata: sarebbe indispensabile arrivasse presto a destinazione.