Dopo il principe William d’Inghilterra, i reali giapponesi e l’ex premier Yukio Hatoyama e vari divi di Hollywood, ora è il momento di Donald Trump.

Angelo Inglese, il maestro camiciaio di Ginosa, ambasciatore del Made in Italy nel mondo, veste anche «The Donald» nel giorno del suo giuramento alla Casa Bianca. «Ho cucito una camicia bianca, più ampia rispetto al modello italiano perché il Presidente veste comodo», spiega Inglese, «il tessuto è un cotone pregiato, il popeline, chiamato così perché veniva tradizionalmente utilizzato per la veste dei pontefici. Ho fatto le camicie a tanti potenti del mondo ma il mio sogno è vestire papa Francesco, al quale mi lega un sentimento di devozione e di gratitudine profonda per la sua carica prorompente di umanità e la capacità di scuotere il mondo dall’indifferenza».

Inglese è stato contattato dallo staff di Trump tramite l’associazione di italo-americani "Mad for Italy" di cui fa parte George Lombardi. «Si tratta di un’organizzazione che vuole promuovere il gusto e la cultura del made in Italy in America», spiega, «io ho accettato subito con grande entusiasmo».



«Trump non ha fatto richieste particolari, si è fidato del mio lavoro»

Altri artisti italiani, da Andrea Bocelli a Il Volo, invece, travolti dalle polemiche, hanno preferito declinare l’invito a partecipare alla cerimonia del giuramento del neo presidente: «Ognuno si regola come vuole», dice Inglese, «personalmente io ho ritenuto questa commessa un’opportunità per far conoscere il made in Italy nel mondo e in particolare in America dove hanno bisogno di un po’ più di stile». Anche Trump? «Il presidente è un tipo molto estroso, ama i colori sgargianti, gli abbinamenti eccentrici. Per il giuramento, che è una cerimonia solenne e istituzionale, non poteva che scegliere una camicia bianca». Ha fatto delle richieste particolari? «No, mi ha lasciato molto libero», risponde Inglese, «non è frequente quando si ha a che fare con personaggi di questa portata. Si è fidato completamente del mio stile. La camicia è stata realizzata secondo la tradizione della mia sartoria con tutte le rifiniture a mano. Sono stato contattato circa un mese e mezzo fa e poi ho spedito tutto prima di Natale alla Trump Tower a New York».

Sulla camicia c’è il tricolore e l’etichetta della sartoria Inglese con la scritta: «For mr. Donald Trump» e la data di realizzazione: «19/12/2016».

Per Inglese e la tradizione sartoriale italiana, una gran bella soddisfazione. «Sicuramente», dice Inglese. E il prossimo chi sarà? «Spero papa Francesco».