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Andrea Franzoso
Debutta mercoledì 18 marzo 2026 in Prima Nazionale al Teatro Camploy di Verona “Il Disobbediente”, uno spettacolo teatrale ispirato al momento in cui la vita di Andrea Franzoso è cambiata per sempre. Sono infatti passati dieci anni dal caso di whistleblowing che lo vide coinvolto.
Il whistleblowing consiste nel denunciare un illecito dall’interno di un’azienda o di un’istituzione. Andrea Franzoso lo fece: nel 2015 segnalò l’uso improprio di fondi pubblici da parte dell’allora presidente di Ferrovie Nord Milano, l’azienda in cui lavorava. Da quel giorno la sua vita è cambiata radicalmente: è diventato uno scrittore di successo, autore di bestseller tra cui lo stesso “Il disobbediente” (edito da BUR e in versione ragazzi per DeA) e “Ero un bullo. La vera storia di Daniel Zaccaro”. Una professione, quella dello scrittore, in cui si rispecchia molto di più e che sente profondamente sua.
Ogni anno Franzoso incontra migliaia di studenti in giro per l’Italia, portando la sua storia nelle classi. Lo spettacolo, tuttavia, non cerca solamente un pubblico di ragazzi, ma parla con forza anche a insegnanti, adulti e famiglie, ponendo domande etiche universali sulla responsabilità civile.


Sono passati dieci anni da quel "turning point" che ha cambiato la sua vita. Che effetto le fa ripensare a quel momento così complicato oggi che la sua storia è diventata uno spettacolo teatrale?
«Quel momento ha permesso una vera svolta: si è aperta una vita diversa. Oggi faccio lo scrittore, vivo scrivendo libri per ragazzi. Rimanendo fedele ai miei valori e ai principi non negoziabili, ho costruito una vita che sento più bella di quella di prima. Ho capito che non mi potevo accontentare di uno stipendio o di una carriera; avevo bisogno di senso. Quella scelta di allora mi ha portato alla vita che sento profondamente mia oggi».
Scrive molto per i ragazzi. Quanto è difficile mostrare loro che l’integrità morale non è un "superpotere", ma una scelta quotidiana alla portata di tutti?
«I ragazzi hanno bisogno di esempi, non di teorie. Soprattutto quando parliamo di etica, l’adulto deve essere credibile e coerente: i ragazzi cercano questa coerenza. Per trasmettere certi valori servono le storie, non i bei discorsi. C’è bisogno di una narrazione in cui possano identificarsi, perché vedendo l'esempio concreto capiscono che quella strada è percorribile anche da loro».


Il suo libro ha avuto un grande successo, ma perché ha sentito l'esigenza di portare questa storia a teatro? Cosa aggiunge il palcoscenico alla pagina scritta?
«Non ho mai voluto diventare un "personaggio". Il teatro mi permette di rendere la mia storia universale. Infatti, lo spettacolo non è la cronaca dei fatti, ma è liberamente ispirato ad essi. Chiunque può sentirsi interpellato dai quesiti etici che lo spettacolo pone, domande che a volte arrivano come un pugno nello stomaco. Il teatro tocca corde profonde, come il dilemma etico dell'Antigone di Sofocle. Attraverso la parola, il suono e la visione, quella storia non è più solo mia, ma diventa di tutti».
La sua denuncia ha contribuito a cambiare le regole sul whistleblowing in Italia. Con questo spettacolo punta a cambiare anche la percezione della parola "disobbedienza"?
«Bisogna intendersi su questo termine. La disobbedienza non è né positiva né negativa in sé: dipende a cosa si disobbedisce e a cosa si obbedisce. Io ho obbedito alla mia coscienza, ho disobbedito a certe regole del gioco che erano sporche, al pensiero del "fatti gli affari tuoi". Il titolo del mio libro è un'intuizione di Milena Gabanelli che agli editori è piaciuta molto, ma va spiegato bene: non è ribellismo fine a se stesso. È la scelta di non stare in silenzio di fronte all'omertà. Ai ragazzi va spiegato proprio questo: che disobbedire a ordini sbagliati o a leggi non scritte che permettono il malaffare è un atto di responsabilità civile».
Dettagli e info sullo spettacolo
La produzione, curata da Fondazione Aida ETS ICC e Fondazione Zanotto, vede la regia e l’adattamento teatrale di Alice Baraldo, che firma la drammaturgia insieme allo stesso Franzoso. In scena saliranno gli attori Nicolò Bruno, Lorenzo Feltrin e Giulia Lacorte, con le scenografie e i costumi di Luca Zanolli.
L'appuntamento è per mercoledì 18 marzo 2026 presso il Teatro Camploy di Verona. L’ingresso è libero, ma la prenotazione è vivamente consigliata.
Per prenotarsi: Link prenotazione Fondazione Aida
Maggiori informazioni: www.fondazioneaida.it









