Buonasera a tutti,

avrei tanto voluto essere con voi con tutta la forza di cuore dei miei 102 anni per raccontarvi la mia emozione di 80 anni fa, quel due giugno del 1946 in cui anche le donne hanno potuto votare. È stata una cosa grandiosa: vivo ancora l’emozione grande per la conquista del voto femminile alla cui possibilità avevo lavorato con donne e ragazze dell’Azione Cattolica, in particolare con Armida Barelli (co-fondatrice dell’Università Cattolica), per arrivare a questo risultato. Ricordo l’arrivo dell’avviso del referendum che io e la mia mamma abbiamo messo al sicuro pronte al nostro importante compito. La mattina del 2 giugno la mia mamma, che allora aveva circa 60 anni, mi ha svegliato presto dicendomi: «Su su, andiamo alla prima Messa e poi subito a votare, così se succede qualcosa il nostro voto è già là!». E allora via, di corsa, con il foglio prezioso stretto tra le mani, con l’ansia e il desiderio di arrivare in tempo. Quando sono entrata nella cabina ho sentito un tremore grande: dovevo dare il mio “sì”, ho indugiato un attimo e poi via! Mi sono sentita felice ed importante, era una conquista di sicurezza e di vita.

Da quel giorno anche le donne hanno avuto una voce piena, 21 donne hanno partecipato alla Costituente e da lì è nata la nostra Costituzione. Sono contenta di ricordare con tutti voi questo momento unico della mia vita, anche se è difficile condividere in pieno tutte le emozioni che ho provato dentro il mio cuore e la forza che questa esperienza mi ha donato. Ero trionfante! E lo sono stata per tutte le volte in cui in questi 80 anni il mio Paese mi ha chiamato per esprimere il mio parere su politiche, amministrative, europee, referendum…ed altro. Ho mancato ad una sola votazione per problemi di salute, una sola fino ai miei abbondanti 102 anni. Non abbandonate le urne! Non sottovalutate la forza del nostro esserci.