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Nel giardino di casa, mentre si avvicinava per dargli da mangiare, è stata improvvisamente aggredita dal suo pitbull. È accaduto domenica 26 aprile a Barano d’Ischia (nella parte sud-occidentale dell'isola d’Ischia, in Campania) dove una donna è rimasta gravemente ferita dopo l’attacco dell’animale. Le sue urla hanno allertato i vicini e sul posto sono intervenuti i soccorsi e la polizia: per fermare la furia del cane e permettere i soccorsi, gli agenti sono stati costretti ad abbatterlo. Trasportata d’urgenza all’ospedale “Anna Rizzoli” di Lacco Ameno, la donna è stata sottoposta a un intervento chirurgico che ha reso necessaria l’amputazione di una gamba. Le sue condizioni restano critiche. Sulla vicenda sono in corso accertamenti e secondo quanto riferito da fonti locali, non sarebbe il primo episodio di aggressività legato allo stesso animale.
Un caso che riapre il tema della prevenzione
Episodi che colpiscono per la gravità delle conseguenze ma anche per la mancanza di misure di prevenzione: basti pensare che in Italia oggi l’obbligo del patentino, strumento utile per l’acquisizione di consapevolezza e di competenza da parte dei proprietari, non è previsto per alcuna razza. Un vuoto di regolamentazione che nei casi citati rischia di mandare sul banco degli imputati i soli animali, per altro selezionati dall’uomo stesso proprio per raggiungere caratteristiche potenzialmente pericolose.
Pitbull: caratteristiche e origine dell’aggressività
«I pitbull sono muscolosi e agili, aggressivi e tenaci perché sono stati utilizzati prima come animali da lavoro poi da combattimento», spiega Raimondo Colangeli, veterinario comportamentalista dell’Associazione nazionale medici veterinari italiani (Anmvi). Non a caso pit in inglese significa “arena” e l’inclinazione, tramandata dalla genetica, si concretizza ancora oggi in una forte potenza di morso e in uno spiccato istinto predatorio.
Il ruolo decisivo dei proprietari e dell’educazione
Le caratteristiche fisiche ed etologiche degli esemplari non bastano però a spiegare gli episodi contro gli umani. «I cani non impazziscono all’improvviso: i casi di aggressività idiopatica sono rarissimi, e altrettanto poco frequenti sono i tumori al cervello. La questione va affrontata a partire dalla corretta gestione dell’animale: prima di prendere con sé un esemplare occorre informarsi sui suoi bisogni verificandone la compatibilità con la propria situazione personale», osserva Daniela Borghi, presidente dell’Associazione professionale nazionale educatori cinofili (Apnec), che assieme all’Organizzazione internazionale protezione animali Oipa promuove colloqui gratuiti di scelta consapevole. «I pitbull, ad esempio, necessitano di uscite regolari e, legandosi molto ai proprietari, non vanno lasciati da soli a lungo». Concorda Colangeli: «Con loro è indispensabile una robusta educazione sin dalla nascita, puntando all’autocontrollo del morso e un’ampia socializzazione con altri cani e umani».
Bambini e cani: i rischi da conoscere
Per i bambini, sì sa, i benefici del crescere con un pet sono tanti. Ma ciò non toglie che proprio i più piccoli siano spesso vittime di aggressioni. «I movimenti veloci o altri gesti inconsapevoli come il tirare la coda possono far scattare negli animali un’aggressività difensiva: per questo in presenza di cani i bambini vanno sempre sorvegliati». E se del cane in questione non si conoscono la storia e l’educazione, la prudenza deve essere massima: sia esso un pitbull o un esemplare di altre razze attenzionate come amstaff, american bully o rottweiler, come anche di un meticcio.
Norme e limiti: cosa dice la legge in Italia
Oggi in diversi Stati europei come Francia, Svizzera, Croazia, Germania, Spagna, Regno Unito, la razza pitbull è messa al bando o soggetta a restrizioni. Anche in Italia lo è stata, dal 2006 al 2009, quando il Ministero della Salute aveva previsto una lista di 17 razze canine ritenute pericolose per l’uomo, poi abolita. A complicare la situazione nel nostro Paese c’è poi il non riconoscimento della razza, che significa assenza di controlli sugli incroci e impossibilità di puntare sui soggetti più equilibrati. Intanto, alcune regole valgono già per tutti ed è bene ricordarle: i proprietari devono portare i cani al guinzaglio e avere sempre con sé la museruola, da far indossare sui mezzi di trasporto o dove richiesto nei luoghi pubblici.




