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Catherine Birmingham e Nathan Trevallion, i genitori di quella che è nota come la 'famiglia nel bosco', aprile 2026
Com’è naturale che sia, dopo tanto clamore, dopo tante indiscrezioni e strumentalizzazioni di una vicenda estremamente delicata, fanno notizia il primo rientro a casa inizialmente per poche ore dei bambini di quella che è passata alla cronaca come “la famiglia nel bosco” e il loro primo giorno di scuola, previto per il 16 settembre, in un istituto pubblico che non è stato reso pubblico: il tutto nell’ambito di un programma di rientro graduale in famiglia disposto dal Tribunale per minorenni dell’Aquila competente per il caso.
I bambini, dopo mesi di incontri in località protetta, ora tornano a poco a poco con i genitori nella casa di Palmoli, messa a disposizione dal Comune, con rientri diurni e pernottamenti dal venerdì alla domenica, inizialmente in contesto protetto alla presenza dei servizi sociali, ma con la prospettiva di un ritorno progressivo e graduale a casa che porti al ricongiungimento definitivo. Nella nuova normalità il Tribunale ha disposto la frequenza scolastica, anche se la famiglia propenderebbe per ritornare all’educazione parentale, che al momento della drastica decisione dell’allontanamento dei tre bambini (inizialmente con la mamma che fino al marzo scorso ha vissuto nella stessa casa famiglia dei figli a Vasto) era stato però un tema dirimente: la famiglia applicava infatti l’unschooling, una forma di apprendimento spontaneo, in una modalità che secondo il tribunale stava mettendo a rischio il diritto all’istruzione e alla socialità con i pari.
Facile prevedere che questo primo giorno di scuola alla maniera di tutti comporti un grande impegno emotivo, aggravato delle implicazioni e dell’aspettativa del ritorno a casa: l’auspicio è che possa trascorrere in un contesto di massima protezione e che la notizia non sia la scusa per far ripartire il clamore, l’attenzione morbosa, la curiosità eccessiva, che potrebbero intralciare se non inceppare un percorso delicato che ha bisogno di riservatezza, di sobrietà, per quanto possibile di serenità, per riuscire compiutamente e che un eccesso di riflettori potrebbe pregiudicare.






