Ora resta solo Francesca. Il suo compagno di scuola al liceo classico Virgilio di Milano Leonardo Bove ha lasciato dopo sei mesi l’ospedale Niguarda. Lui e lei erano tra i feriti più gravi del tragico incendio avvenuto nella notte di Capodanno a Crans-Montana.

Da quell’inferno nel quale sono morte 41 persone, di cui 6 italiani - Leonardo è uscito con ustioni sul 50 per cento del corpo. I genitori lo hanno cercato per 48 ore, finché, grazie a un test del Dna, non è stato riconosciuto in un ospedale di Zurigo, ricoverato insieme a un altro compagno di classe, Kean. Lui era trasportabile, Leonardo no e così arriverà al Niguarda solo l’11 gennaio.

Sono iniziati così sei lunghi mesi in ospedale in cui con coraggio ha subito molte operazioni per ricostruire la pelle, medicazioni e tanta fisioterapia per riprendere l’uso degli arti. Cure a cui hanno contribuito con una raccolta fondi della SSD Franco Scarioni 1925, la storica società calcistica del quartiere Ortica di Milano, in cui il ragazzo gioca. In più, durante i primi tempi della degenza, quando Leonardo si trovava ancora in coma farmacologico, i suoi amici più cari hanno registrato e gli hanno fatto ascoltare messaggi vocali continui con le loro voci per dargli la forza di lottare e guidarlo verso il risveglio.

La sua dimissione è stata accolta con grande soddisfazione dai medici e dai familiari, dopo un percorso molto lungo e complesso. La direzione sanitaria dell'ospedale Niguarda ha tenuto a precisare che il ritorno a casa, pur essendo una splendida notizia, non coincide con la fine delle cure. I medici hanno specificato che per Leonardo (così come per gli altri ragazzi dimessi nelle settimane precedenti) "il programma di controlli, medicazioni periodiche e di eventuali interventi chirurgici di follow-up continuerà regolarmente per tutta la stagione estiva e nei mesi a venire". Il ragazzo dovrà quindi fare costantemente ritorno in struttura per monitorare la rigenerazione dei tessuti e la riabilitazione motoria.

C’è un video molto commovente che testimonia il suo ritorno a casa: si vede Leonardo con il volto tutto fasciato compiere dei passi sulle sue gambe.

Ora resta solo lei, Francesca Nota. Lo scorso 14 giugno, i compagni di scuola del liceo Virgilio, gli amici dell'oratorio dove faceva volontariato e altri giovani feriti già dimessi hanno organizzato per il suo compleanno una festa improvvisata davanti al Niguarda, con cartelli striscioni e diversi regali: braccialetti, un paio di pantaloni e un paio di scarpe da ginnastica. In più, una bella torta fatta dalla nonna. E lei ha ringraziato tutti trovando la forza per salutarli dalla finestra.

"Lei è sicuramente il caso più problematico, destinato a rimanere in ospedale ancora per un po'", ha spiegato l'assessore al Welfare della Regione Lombardia, Guido Bertolaso, “almeno fino a Ferragosto”. E poi tutti sperano di ritrovarsi tra i banchi di scuola del Virgilio.