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Il crollo parziale della Vela Rossa avvenuto nella notte fra il 19 e il 20 maggio a Scampia, Napoli.
«Una tragedia sfiorata»: don Aniello Manganiello, parroco al rione Don Guanella di Scampia, denuncia così l’ennesimo crollo alle Vele. Questa volta a cedere è stato il vano ascensori della Vela rossa, da qualche mese in demolizione e quindi disabitato. Il collasso è avvenuto intorno alle 23, quando in strada e negli spazi comuni dello stabile non c'era nessuno. Davvero una tragedia sfiorata, non c’è pace per Scampia.


Don Manganiello, cosa ci dice l’ennesimo crollo alle Vele?
«Assistiamo a una superficialità spaventosa. I lavori di demolizione della Vela rossa sono avviati da mesi ma evidentemente la parte che rimane da abbattere non era stata messa in sicurezza».
Nel crollo alla Vela Celeste, meno di due anni fa, morirono tre persone e 11 rimasero ferite. Si è sfiorata nuovamente la tragedia?
«Proprio così. Fortunatamente il crollo è avvenuto di notte, altrimenti gli operai avrebbero perso la vita».
Qual è la situazione oggi a Scampia?
«È uno sfacelo, come anche al rione don Guanella… La città intera è allo sbando. Paghiamo l’assenza delle istituzioni, ci sono degrado e sporcizia ovunque. Per non parlare del comportamento sprezzante dei giovani, che di notte ingaggiano pericolosissime corse con auto noleggiate di grande cilindrata… il crollo alle vele è solo la punta dell’iceberg del degrado generale».
Come vi sentite?
«Parroco e parrocchiani, ci sentiamo tutti scoraggiati, convinti purtroppo che le cose continueranno ad andare così. Del complesso delle vele rimarrà solo la Vela celeste, ma la verità è che il quartiere non fa che peggiorare».
Cosa servirebbe per svoltare?
«Se le istituzioni sono assenti, i cittadini non possono farcela. Non è possibile dover fare raccolta firme per tutto, perfino per cose basilari come i dossi stradali o i paletti sui marciapiedi».
Qual è il suo appello?
«Il Comune è il principale responsabile della messa in sicurezza della Vela, ha fatto una figuraccia: mi auguro che non si debba aspettare un altro mese per vedere osservate tutte le norme di sicurezza».







