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Il sindaco di Modena Massimo Mezzetti durante il suo discorso alla manifestazione in Piazza Grande.
Il giorno dopo del terribile investimento nel centro di Modena che ha provocato otto feriti e sconvolto l’Italia, la città emiliana si è risvegliata sotto choc, profondamente scossa dalla furia di una violenza inspiegabile, che ancora non ha trovato spiegazioni. Cinque persone sono tuttora ricoverate fra Modena e Bologna, mentre tre sono state già dimesse. A due donne sono state amputate le gambe. Il presidente Sergio Mattarella e la premier Giorgia Meloni hanno visitato le vittime negli ospedali Maggiore di Bologna e di Baggiovara (Modena), si sono soffermati e salutare ringraziare i medici e gli operatori sanitari, hanno incontrato Luca Signorelli, il cittadino che, con coraggio e sangue, ha bloccato Salim El Koudri, l’uomo di 31 anni che si è lanciato con la vettura ad altissima velocità sui pedoni e poi, uscito dall’auto, si è scagliato contro di loro con un coltello.
Modena ha bisogno di ritrovarsi, stringersi e sentirsi unita davanti a un evento così tragico. Oltre 1.500 cittadini stasera si sono ritrovati in Piazza Grande per esprimere vicinanza e solidarietà ai feriti. A convocare la manifestazione collettiva – non presidio politico ma espressione di solidarietà e senso civico come dimostra lo slogan scelto “Modena unita” - è stato il sindaco Massimo Mezzetti, che ha ringraziato le istituzioni, i sanitari, le forze dell’ordine, i cittadini, ha esortato la città a restare una comunità forte, coesa, solidale, a non cedere all’odio e alla paura.
Salim El Koudri è accusato di strage e lesioni. Nell’interrogatorio si è avvalso della facoltà di non rispondere. Il fatto sembra collocabile «in una situazione di disagio psichiatrico», ha detto il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi, al termine di un incontro in prefettura a Modena.
Dalle indagini in corso non sono emersi elementi che facciano pensare a radicalizzazione religiosa o a legami con gruppi jihadisti o eversivi. L'ipotesi prevalente, al momento, resta quella di un atto riconducibile ai problemi mentali di cui l'uomo soffre e per i quali è stato in cura: dal 2022 era già stato «attenzionato dal centro di salute mentale per disturbi schizoidi».






