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Maria Franca Ferrero, presidente della Fondazione Ferrero e vedova di Michele Ferrero, il papà della Nutella
Si è spenta nella sua casa di Altavilla, sulle colline di Alba, Maria Franca Fissolo Ferrero. Aveva 87 anni. Presidente onoraria della holding Ferrero International S.A. e presidente della Fondazione Ferrero, è stata una presenza discreta ma fondamentale nella storia della famiglia e dell’azienda fondata dal marito Michele Ferrero, accanto al quale ha condiviso scelte, responsabilità e una visione profondamente radicata nei valori cristiani.
Nata a Savigliano il 21 gennaio 1939, sette anni prima della nascita della fabbrica albese con cui avrebbe intrecciato tutta la sua vita, dopo il ginnasio e il liceo frequentò la Scuola per Interpreti a Milano.


Maria Franca Ferrero nel 2011 con il marito Michele, morto a 89 anni nel 2015, e il figlio Giovanni davanti al Duomo di Alba per il funerale del figlio Pietro Ferrero, morto improvvisamente mentre si trovava in Sudafrica
(ANSA)Nel 1961 fu assunta come traduttrice e interprete nello stabilimento Ferrero di Alba, allora già avviato verso una dimensione internazionale. Lì nacque l’incontro con Michele Ferrero: «Fu il classico colpo di fulmine», raccontò in più occasioni, precisando con eleganza di non essere mai stata la sua segretaria, come talvolta riportato, ma compagna di vita e di ideali.
Si sposarono nel 1962. Nel 1963 nacque il primogenito Pietro, scomparso prematuramente nel 2011, e nel 1964 Giovanni, oggi alla guida del gruppo dolciario presente in oltre 170 Paesi con 36 stabilimenti produttivi. Pur vivendo per lunghi periodi a Bruxelles e a Monaco, la famiglia Ferrero non ha mai reciso il legame con Alba, città che Maria Franca ha scelto di abitare stabilmente negli ultimi anni, quasi a ribadire l’importanza delle radici in un mondo sempre più globale.
Una fede vissuta nel quotidiano
Donna riservata, lontana dai riflettori, Maria Franca Fissolo Ferrero ha vissuto la fede senza clamore, come orientamento profondo delle scelte personali e sociali. La sua presenza costante nelle celebrazioni cittadine, l’attenzione alla vita ecclesiale albese e il sostegno a numerose iniziative caritative e culturali testimoniano un legame autentico con la comunità cristiana del territorio.
La guida della Fondazione Ferrero è stata il luogo privilegiato di questa testimonianza. Fondata nel 1983, l’istituzione porta nel suo stesso motto («Lavorare, creare, donare») una sintesi efficace di una visione cristiana dell’impresa e della società. Sotto la sua presidenza, la Fondazione ha promosso attività culturali, assistenziali e sociali rivolte in particolare agli anziani e agli ex dipendenti, costruendo relazioni e occasioni di incontro che hanno fatto della solidarietà uno stile concreto e quotidiano.
In un’epoca in cui le classifiche la indicavano tra le persone più ricche d’Italia, la ricchezza personale non è mai stata esibita. Al contrario, è stata messa al servizio della comunità, nella convinzione che il bene ricevuto debba tradursi in responsabilità verso gli altri. Un tratto che si inserisce in quella tradizione di cattolicesimo operoso che ha segnato profondamente la storia imprenditoriale della famiglia Ferrero.
La forza del silenzio
Chi l’ha conosciuta parla di una donna mite ma determinata, capace di sostenere con fermezza le scelte familiari e aziendali, senza mai cercare visibilità. Dopo la morte del marito Michele, nel 2015, e quella del figlio Pietro, Maria Franca ha attraversato il dolore con quella compostezza che nasce da una fede radicata e da una speranza che guarda oltre.
La sua vita è stata segnata dall’amore per la famiglia – lascia il figlio Giovanni, le nuore Paola e Luisa e cinque nipoti – e da un profondo senso di responsabilità verso il territorio che ha visto nascere e crescere l’impresa di famiglia. Tornare ad Alba negli ultimi anni è stato anche un modo per rendere tangibile questo legame, per essere presenza viva in una comunità che ha sempre sentito come propria.
Con la sua scomparsa, Alba perde una figura simbolo, ma soprattutto una donna che ha saputo tradurre la fede in opere, la discrezione in forza, la ricchezza in dono.





