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Youssef Siher intervistato dai giornalisti a margine della manifestazione dei Giovani Palestinesi a Milano contro il Comune il 12 luglio 2025.
È indagato Procura della sezione antiterrorismo della Repubblica di Milano coordinata dal Procuratore Marcello Viola, con l’ipotesi di istigazione a delinquere aggravata dall'uso del mezzo informatico Youssef Siher, 30 anni italiano di cittadino italiano di origini marocchine. Sarebbe infatti lui l’identità nascosta dietro la pagina Instagram 'Movimento17 ottobre', nata dopo i disordini del 17, 18 ottobre.
Un curriculum di studi di tutto rispetto, è stato stagista all’Ispi nel 2024, senza continuare a collaborarvi, ha avuto una collaborazione con il Fatto quotidiano interrotta da circa un anno e mezzo. Dopo perquisizioni nella casa dei genitori nel bresciano un’altra è seguita a casa di un’amica dove si sarebbe trovato a Milano, si cercano ora tracce nei suoi dispositivi informatici.
Siher come si evince dai suoi profili pubblici Linkedin e nelle tracce delle sue trascorse collaborazioni è madrelingua arabo e italiano, parla fluentemente inglese e spagnolo. Ha conseguito una laurea in Comunicazione e un master in Scienze politiche presso l'Università degli Studi di Milano e per un periodo nel 2024 ha fatto uno stage, concluso, presso l'Osservatorio sul Medio Oriente e Nord Africa dell'Ispi.
I suoi interessi di ricerca si concentrano sull'Islam politico, sui movimenti politici islamici e sul rapporto tra Islam e nazionalismo arabo. Durante i suoi studi ha analizzato i legami tra le ideologie politiche islamiche del XX secolo e le prime esperienze politiche dell'Islam e, nella sua tesi magistrale, ha svolto uno studio approfondito sui movimenti islamici in Marocco e i loro rapporti con il potere monarchico.
Siher attualmente risulta lavorare da gennaio scorso per Mercor, startup americana di intelligenza artificiale il cui motto è «organizzare l'intelligenza umana per alimentare l'economia dell'IA» come esperto generalista. «Contribuisco - si legge ancora sul suo profilo Linkedin - a diversi progetti di etichettatura dei dati, valutazione e addestramento di intelligenze artificiali».
Alcune fonti lo danno tra i ricercatori dell’Università Statale di Milano, ma il suo nome non risulta attualmente nell’organigramma dell’Ateneo. La sua identità sarebbe stata sconosciuta agli stessi ragazzi che hanno aderito alle manifestazioni.







