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Carmelo Cinturrino, l'agente della Polizia di Stato arrestato per omicidio, in ambulanza la sera del uccisione di Abderrahim Mansouri, il 23 febbraio 2a Milano.
Rogoredo o Minneapolis? Pareva così lontano quell’omicidio degli agenti dell’ICE! Chissà, ci domandavamo, quanto avrà pesato dentro di loro l’appoggio di Trump, il clima violento creato dalla sua presidenza. E quanto può aver influenzato l’atto dell’assistente capo milanese il ritornello governativo sulla legittima difesa sempre presente, sul registro speciale per le indagini sugli agenti in servizio, sullo scudo penale?
Un uomo muore con una pallottola in testa; la tragica vicenda presenta subito lati da chiarire. Dovrà farlo la magistratura.
Ma ecco l’indegna gazzarra, cui partecipano pienamente i ministri Salvini e Piantedosi, ai quali si associa la presidente del Consiglio Meloni: non solo assolvendo anticipatamente lo sparatore, con una invasione arrogante e stolta del ruolo della giustizia, ma attaccando i magistrati che osavano indagare un innocente. Ed ecco apparire i manifesti sui nostri muri: “io sto con il poliziotto”, “un poliziotto è indagato per omicidio per essersi difeso, è vergognoso, votiamo sì al referendum”.


Le fototessere di Abderrahim Mansouri (a sinistra) e Carmelo Cinturrino.
(ANSA)Poi d’improvviso il castello delle scomposte pubbliche esternazioni crolla. La vicenda sembra completamente diversa, la vittima uccisa mentre fuggiva disarmata, un sospetto di torbidi rapporti tra lo sparatore e quell’uomo. Sicché i temerari abusivi ministri-giudici ritrattano, balbettano, pasticciano. Che vergogna! Non solo, ma ci viene spontanea e inquieta una domanda: che ne sarebbe stato dell’inchiesta, e dello sparatore, se i magistrati avessero dovuto obbedire ai ministri, come accadrebbe se vincesse il sì? E come sarebbero finiti i colleghi dell’indagato se avessero osato trasgredire le direttive dei ministri? Che cosa accadrebbe se la polizia giudiziaria, anziché essere diretta dal pubblico ministero come ora avviene, passasse agli ordini del ministro dell’Interno? È questo il progetto che si è lasciato scappare il ministro degli Esteri Tajani.
Un uomo è stato ucciso, la Polizia, un corpo sano e capace, viene gravemente danneggiata dalla gazzarra inscenata strumentalmente da chi fa mostra di proteggerla e invece ne mina la credibilità difendendone i membri deviati. Una bruttissima storia, che lascerà profonde ferite, probabilmente senza che nessuno dei politici paghi o si dimetta chiedendo scusa agli “ italiani” tanto spesso invocati.








