Mentre l'estate entra nel vivo e milioni di turisti affollano le spiagge è bene ricordare che quest’anno, Atene ha rilanciato una delle misure più significative adottate negli ultimi anni per contenere l'overtourism e proteggere il patrimonio naturale. Sono ormai 251 (erano 238) le cosiddette Apatites Paralies, le "spiagge incontaminate", dove è vietata qualsiasi attività commerciale: niente stabilimenti, beach bar, ombrelloni e lettini a noleggio, musica amplificata o nuove strutture. L'accesso resta libero, ma la natura viene prima del business.

La spiaggia rosa di Elafonissi sull'isola di Creta.
La spiaggia rosa di Elafonissi sull'isola di Creta.
La spiaggia rosa di Elafonissi sull'isola di Creta. (Getty Images)

La decisione, adottata nei mesi scorsi con un provvedimento congiunto dei ministeri dell'Economia e dell'Ambiente, amplia la rete delle aree costiere sottoposte a tutela rafforzata. In questi litorali sono vietati anche chioschi, recinzioni e qualsiasi installazione, permanente o temporanea, che possa modificare l'equilibrio dell'ecosistema. In molte aree non è consentito nemmeno parcheggiare i veicoli in prossimità degli accessi e le sanzioni possono arrivare fino a 60 mila euro.

Halikounas Beach a Corfù.
Halikounas Beach a Corfù.
Halikounas Beach a Corfù. (Getty Images/iStockphoto)

Il piano interessa alcuni dei tratti di costa più spettacolari del Paese. Fra questi figurano la laguna di Balos, la spiaggia rosa di Elafonissi a Creta; la baia di Laganas a Zante; la popolare Schinias, vicino ad Atene; Corfù nel mare Ionio oltre a numerose spiagge di isole meno battute come i paradisi delle piccole Cicladi.

Molte di queste spiagge ricadono all'interno della Rete europea Natura 2000 o di parchi marini e ospitano habitat particolarmente delicati. La pressione esercitata dal turismo, insieme agli effetti del cambiamento climatico, mette infatti a rischio dune, vegetazione costiera, uccelli marini e specie protette che trovano rifugio lungo questi litorali. Per questo la Grecia ha scelto un modello di fruizione "a basso impatto": il mare resta accessibile a tutti, ma senza infrastrutture che ne trasformino il paesaggio.

Vibrant blue Balos Beach Lagoon, Gramvousa, Crete, Greece
Vibrant blue Balos Beach Lagoon, Gramvousa, Crete, Greece
La celebre laguna di Balos a Creta. (Getty Images)

Il provvedimento rappresenta anche una risposta a un fenomeno che interessa gran parte del Mediterraneo. Dalla Spagna alla Croazia, passando per l'Italia, cresce il dibattito su come conciliare l'importanza economica del turismo con la tutela dell'ambiente e della qualità della vita delle comunità locali. La Grecia ha scelto di fissare un limite: non tutto il litorale può essere trasformato in stabilimento balneare.

Resta da vedere se questa strategia riuscirà a frenare davvero gli effetti dell'overturismo. Intanto il messaggio è chiaro: alcune delle spiagge più belle del Paese non saranno più misurate dal numero di lettini disponibili, ma dalla capacità di conservare intatto il loro patrimonio naturale.

Paralia Velanio a Skopelos.
Paralia Velanio a Skopelos.
Paralia Velanio a Skopelos. (Getty Images/iStockphoto)