Ma non era la Costituzione più bella del mondo? Non era il frutto prodigioso della ritrovata dignità dopo la tenebra fascista? Non era il testo formulato nella solennità dell’Assemblea Costituente con il concorso di tutte le forze politiche e delle diverse ideologie?

Sì, è una buona Costituzione, che è stata il terreno sul quale si è ricostruito il Paese devastato dalla guerra, si sono realizzate riforme fondamentali e superati momenti di difficoltà e tentativi di eversione.

Certo, la si può riformare secondo la procedura che essa stessa richiede, ma rispettandone lo spirito e il patto tra i cittadini che la sostiene: cioè con la ricerca della concordia civile, del più vasto consenso possibile. Non dunque con interventi frammentari, imposizioni del governo in carica, sottomissione del Parlamento, mancanza di una vera e approfondita discussione, come è avvenuto per la cosiddetta “riforma della giustizia”.

esto sottoposto ora al referendum è una misera cosa, una prova di forza di una parte politica contro l' altra, uno stravolgimento del disegno coerente e illuminato che ha preservato la democrazia e la Repubblica in tutti questi anni. Richiamiamo alla memoria la stagione costituente, rifiutando di rassegnarci a questa sua ombra, a questo svilimento del più alto risultato raggiunto dalla nostra storia politica e civile.

Non si tratta così la Costituzione: pensiamoci, vincendo lo spirito di parte, prima che sia troppo tardi e la si faccia a brandelli poco alla volta.

Adriano Sansa