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Uno dei primi a rompere la catena dello sballo on line è stato Carlo Alberto, studente universitario di Torino. Uno delle migliaia di nominati di quel gioco assurdo che ancora spopola sul web mietendo vittime tra giovani e adolescenti, dall’ Australia all’Europa passando per gli Stati Uniti. La chiamano Neknomination, da neck, collo. Il collo della bottiglia, naturalmente. Chi è nominato deve mettersi davanti alla webcam entro 24 ore e mandare giù litri di alcool, birra o peggio, il più velocemente possibile. Una sfida che a volte si risolve con coma etilico o azioni di follia incosciente.
La moda virale è dilagata anche tra i nostri liceali, ma per fortuna ormai sono in tanti a dire basta. Lo studente di Torino, per esempio, si è messo davanti alla telecamera, ha ringraziato per essere stato nominato e si è bevuto una bella aranciata. Altri hanno risposto con altrettanta ironia bevendo tè o tisane o dicendo semplicemente grazie.
Ci si è messo anche Diego, un ragazzo ventinovenne di Cento, in provincia di Bologna, che ha raccolto la sfida trasformandola in un gioco virtuoso. Così è nata la Booknomination, che nelle ultime settimane sta raccogliendo proseliti anche oltreoceano. Le regole rimangono le stesse, solo che chi è nominato, anziché scolarsi una birra, deve mettersi davanti alla webcam e leggere un passo del suo libro preferito, per poi postare il video e nominare a sua volta altre tre persone. Il buon esempio è stato contagioso. C’è chi ha risposto recitando una poesia, chi si è improvvisato rapper, chi ha scelto Il mago di Oz e chi Dostoevsckij.
Scoprirsi attori ha appagato la brama di apparire che sembra ossessionare la società di oggi, senza risparmiare le nuove generazioni, ma ha creato anche una comunicazione altrettanto virale e alternativa. Non a caso si stanno moltiplicando su facebook i video della Raknomination, la versione in chiave solidaristica della sfida. Questa volta chi è nominato deve darsi da fare e filmarsi mentre compie una buona azione a vantaggio dei più sfortunati. Una ragazza si è filmata mentre porta il suo bottino di libri e riviste ai bambini ricoverati in ospedale, altri mentre fanno la spesa o cucinano per i senzatetto. Chi è nominato deve sempre fare qualcosa di meglio e di più. Sono ammesse varianti. Come gli ultimi video postati sul web con esempi di buona condotta stradale.
E la sfida continua.
La moda virale è dilagata anche tra i nostri liceali, ma per fortuna ormai sono in tanti a dire basta. Lo studente di Torino, per esempio, si è messo davanti alla telecamera, ha ringraziato per essere stato nominato e si è bevuto una bella aranciata. Altri hanno risposto con altrettanta ironia bevendo tè o tisane o dicendo semplicemente grazie.
Ci si è messo anche Diego, un ragazzo ventinovenne di Cento, in provincia di Bologna, che ha raccolto la sfida trasformandola in un gioco virtuoso. Così è nata la Booknomination, che nelle ultime settimane sta raccogliendo proseliti anche oltreoceano. Le regole rimangono le stesse, solo che chi è nominato, anziché scolarsi una birra, deve mettersi davanti alla webcam e leggere un passo del suo libro preferito, per poi postare il video e nominare a sua volta altre tre persone. Il buon esempio è stato contagioso. C’è chi ha risposto recitando una poesia, chi si è improvvisato rapper, chi ha scelto Il mago di Oz e chi Dostoevsckij.
Scoprirsi attori ha appagato la brama di apparire che sembra ossessionare la società di oggi, senza risparmiare le nuove generazioni, ma ha creato anche una comunicazione altrettanto virale e alternativa. Non a caso si stanno moltiplicando su facebook i video della Raknomination, la versione in chiave solidaristica della sfida. Questa volta chi è nominato deve darsi da fare e filmarsi mentre compie una buona azione a vantaggio dei più sfortunati. Una ragazza si è filmata mentre porta il suo bottino di libri e riviste ai bambini ricoverati in ospedale, altri mentre fanno la spesa o cucinano per i senzatetto. Chi è nominato deve sempre fare qualcosa di meglio e di più. Sono ammesse varianti. Come gli ultimi video postati sul web con esempi di buona condotta stradale.
E la sfida continua.




