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Davide Simone Cavallo, in un fermoimmagine del video di Famigliacristiana.it
Alla notizia che Alessandro Chiani, il 19enne condannato a 20 anni di reclusione il 20 maggio scorso, per tentato omicidio e rapina di 50 euro ai danni di Davide Cavallo, studente 22enne accoltellato e rimasto gravemente ferito quella sera del 12 ottobre 2025 in corso Como, a Milano, raggiunto da Famiglia Cristiana ha commentato così: «Ammetto di essere un po' stupito che mi si venga chiesto cosa ne penso dell’ammissione di Alessandro Chiani al percorso di giustizia riparativa». Ma è uno stupore opposto a quello che si verifica in genere, quando la vittima non si sente pronta o nega il consenso.
«Sono un po’ stupito», ha detto Cavallo, perché mi sono sempre mostrato molto aperto a questo tipo di discorso, riguardo alla mia storia e sin dalla lettera e poi in aula quando ho potuto guardare questi ragazzi negli occhi e sentire dalle loro bocche la frase “non mi voglio perdere”, lì ho capito e posso affermare anche con sicurezza che c'è un'intenzione di riabilitazione e non da poco, è un'intenzione che sia da parte mia, perché non sarà assolutamente facile per me affrontare un processo del genere psicologicamente, sia da parte loro, perché si guarderanno in faccia dopo un duro colpo alla loro vita, a loro stessi: quest'intenzione che entrambi noi abbiamo nell'affrontare le rispettive difficoltà, senza volerci lasciare vincere dal buio, per usare delle parole di una persona a cui mi sento indirettamente legato poiché condividiamo un'esperienza unica direi. Quest'intenzione vale oro ai giorni nostri, da parte poi di ragazzi che con le risorse di vent'anni stanno affrontando alcune delle situazioni più difficili che si possono affrontare, il carcere e una riabilitazione neurologica. Come direbbe uno dei miei avvocati, come avrebbe detto uno dei miei avvocati, non si può non ricercare un tentativo di ricucire la ferita del tessuto sociale, non possiamo abbandonare semplicemente questa possibilità al nulla, a luoghi comuni come “buttateli in una cella e lanciate via la chiave”. Alla fine penso che sia l'ideale il processo di giustizia riparativa per i ragazzi che vi sono stati ammessi e sono molto curioso di vedere come sarà, perché oltre all'intenzione poi va chiaramente accompagnata un'azione».
È questo uno dei casi, rari, che si avviano quasi naturalmente a un processo di giustizia riparativa, perché la volontà di incontro tra aggressori e aggredito è stata spontaneamente manifestata già il giorno della lettura del dispositivo di sentenza: un evento raro, un approccio spontaneo, avvenuto senza la mediazione delle istituzioni. Mentre normalmente, perché un processo di giustizia riparativa che possa coinvolgere entrambi si avvii, la vittima ha bisogno di prendersi tempo, di una complessa elaborazione.
Dopo la riforma Cartabia l’ammissione ai processi di giustizia riparativa, se il condannato lo chiede e se il giudice ammette, sono infatti stati istituzionalizzati in Italia, ma questo può togliere una componente di spontaneità in una disciplina che è ancora giovane.
Sono percorsi che viaggiano paralleli alla sentenza penale, che rimane e fa il suo corso, ma che possono incidere sull'esecuzione della pena. Secondo la legge italiana per coinvolgere vittima e autore del reato insieme in un processo di giustizia riparativa è necessario il consenso non forzato, né forzabile di entrambe le parti. Ma un condannato, se lo chiede, può essere avviato al percorso dal giudice anche se la vittima è contraria, ma in questo caso la vittima diretta non viene coinvolta e il confronto può avvenire con persone, disponibili, che abbiano subito reati analoghi. È questo uno nella disciplina italiana, può accadere infatti che la vittima reale finisca per vivere male l’ammissione del condannato al percorso.
Nel caso in questione, invece, il percorso è già molto avanti: il giovane Cavallo nella sua pacatezza e maturità ammirevoli, ha già fatto da solo spontaneamente il passo più difficile, pur dicendosi consapevole del fatto che non altri passaggi non semplici verranno.









