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Sarà poi vero, come dice l’alto rappresentante per gli Affari esteri Federica Mogherini, che l’Europa nelle ultime settimane, dopo la tragedia del 23 aprile, ha fatto passi da gigante sulle politiche di migrazione? Forse è prematuro affermarlo, prima di assistere alle decisioni concrete che verranno soltanto dal Consiglio europeo di giugno e da una eventuale risoluzione delle Nazioni Unite. Ma certo l’Agenda votata dalla Commissione europea segna una svolta nella politica adottata finora nei confronti dell’immigrazione. E nessuno può negare come l'Italia, attarverso il commissario Mogherini e il ministro degli Esteri Gentiloni si sia mossa diplomaticamente nelle sedi opportune, da Bruxelles a Strasburgo, dalle cancellerie europee al Palazzo di Vetro.
Ora siamo di fronte a un documentio approvato dalla Commissione europea. L’Agenda predisposta dal commissario europeo per le migrazioni Dimitris Avrampoulos prevede quattro pilastri: riduzione degli incentivi alla migrazione regolare (attraverso l’istituzioni di centri di informazione sparse nei Paesi d’origine, come nel Niger e nel Mali); gestione delle frontiere esterne dell’Unione; protezione dei richiedenti asilo e nuove politiche per quanto riguarda la migrazione legale, quella dei profughi di guerra. Stando al piano, l'Italia sarà esonerata dal dover accogliere quote di nuovi profughi. La "blueprint" infatti prevede infatti la redistribuzione di migranti tra gli Stati membri in base a quote prestabilite: all'Italia spetta l'accoglienza del 9,94% di 20 mila profughi (meno di 2000) che attualmente risiedono in campi profughi all’estero e che hanno i requisiti per ottenere lo status di rifugiati (reinsediamenti), e l’11,84% dei richiedenti asilo già presenti in Europa o che entreranno direttamente in territorio europeo (ricollocamenti).
Ma non tutti i governi europei sono in linea con il documento. Il ministro degli Interni britannico Theresa May ha ribadito prima sul Times e poi alla Bbc l'opposizione del Regno Unito all'introduzione delle quote obbligatorie per l'accoglienza dei migranti nell'Ue. la May si è detta in disaccordo con Federica Mogherini sul fatto che i migranti intercettati in mare non debbano essere respinti contro la loro volontà. Restano i misteri su come l’Unione interverrà per distruggere i barconi. Il Guardian ha rivelato che esiste un’opzione di intervento militare in territorio libico, smentito però dalla Mogherini. In ogni caso bisognerà aspettare la risoluzione dell’Onu, la cosiddetta “cornice giuridica”, come la chiama il ministro degli Esteri italiano Paolo Gentiloni, senza la quale non è possibile intervenire.
Ora siamo di fronte a un documentio approvato dalla Commissione europea. L’Agenda predisposta dal commissario europeo per le migrazioni Dimitris Avrampoulos prevede quattro pilastri: riduzione degli incentivi alla migrazione regolare (attraverso l’istituzioni di centri di informazione sparse nei Paesi d’origine, come nel Niger e nel Mali); gestione delle frontiere esterne dell’Unione; protezione dei richiedenti asilo e nuove politiche per quanto riguarda la migrazione legale, quella dei profughi di guerra. Stando al piano, l'Italia sarà esonerata dal dover accogliere quote di nuovi profughi. La "blueprint" infatti prevede infatti la redistribuzione di migranti tra gli Stati membri in base a quote prestabilite: all'Italia spetta l'accoglienza del 9,94% di 20 mila profughi (meno di 2000) che attualmente risiedono in campi profughi all’estero e che hanno i requisiti per ottenere lo status di rifugiati (reinsediamenti), e l’11,84% dei richiedenti asilo già presenti in Europa o che entreranno direttamente in territorio europeo (ricollocamenti).
Ma non tutti i governi europei sono in linea con il documento. Il ministro degli Interni britannico Theresa May ha ribadito prima sul Times e poi alla Bbc l'opposizione del Regno Unito all'introduzione delle quote obbligatorie per l'accoglienza dei migranti nell'Ue. la May si è detta in disaccordo con Federica Mogherini sul fatto che i migranti intercettati in mare non debbano essere respinti contro la loro volontà. Restano i misteri su come l’Unione interverrà per distruggere i barconi. Il Guardian ha rivelato che esiste un’opzione di intervento militare in territorio libico, smentito però dalla Mogherini. In ogni caso bisognerà aspettare la risoluzione dell’Onu, la cosiddetta “cornice giuridica”, come la chiama il ministro degli Esteri italiano Paolo Gentiloni, senza la quale non è possibile intervenire.



