La Russia continua i suoi attacchi contro l’Ucraina, sconfinando anche nel territorio dell’Unione Europea.

"Nella notte tra il 28 e il 29 maggio, la Federazione Russa ha ripreso i suoi attacchi con droni contro obiettivi civili e infrastrutture in Ucraina, vicino al confine fluviale con la Romania. Uno di questi droni è entrato nello spazio aereo romeno, è stato seguito dal radar fino alla parte sud della città di Galati, poi si è schiantato sul tetto di un edificio residenziale, provocando un incendio al momento dell'impatto", si legge nel comunicato del ministero romeno degli Affari esteri. L’attacco ha provocato il ferimento leggero di due persone.

"Questo incidente rappresenta una grave e irresponsabile escalation da parte della Federazione Russa, ha scritto il ministero in un comunicato. La Romania ha informato i suoi alleati e il segretario generale della NATO della situazione e ha chiesto che siano adottate misure per accelerare il trasferimento in Romania di mezzi per la difesa contro i droni".

Il segretario generale della NATO Mark Rutte ha avuto un colloquio telefonico con il presidente della Romania Nicusor Dan. "Gli ho assicurato la solidarietà assoluta della Nato con la Romania e ho ribadito che la NATO è pronta a difendere ogni centimetro del territorio degli Alleati", ha ribadito Rutte.

"La guerra di aggressione della Russia ha oltrepassato un'altra linea", ha scritto su X la presidente della Commissione UE Ursula von der Leyen, spiegando che il drone è entrato in territorio UE. "Esprimiamo la nostra piena solidarietà con la Romania e il suo popolo. Mentre continuiamo a rafforzare la nostra sicurezza e deterrenza, specialmente al nostro confine orientale, continueremo ad aumentare la pressione sulla Russia", ha aggiunto Von der Leyen ricordando che l'UE è a lavoro su 21esimo pacchetto di sanzioni.

Per Giorgia Meloni si tratta di un “atto gravissimo” che mette a rischio la sicurezza europea.

Questo coinvolgimento della Romania nel conflitto avviene mentre il processo di adesione dell’Ucraina all’Unione Europea ha avuto un’accelerazione. La Commissione Ue va verso la proposta dell'apertura del primo gruppo di capitoli negoziali, o 'cluster', sull'adesione dell'Ucraina al Consiglio Affari generali del 16 giugno. L'incontro precede il summit dei leader Ue del 18-19 giugno, che potrà esprimersi sulla proposta.

Manca però l’intesa su quanti capitoli negoziali aprire e la Germania sostiene come formula di compromesso un’associazione dell’Ucraina all’Unione rimandando il tema dell’adesione vera e propria.

Intanto il ministro degli esteri Antonio Tajani spiega che “Bisogna continuare a lavorare per Kiev senza però dimenticare i Balcani: i tempi sono maturi per l’adesione di Montenegro e Albania, che è una priorità per la stabilità della regione e la crescita dell’Unione europea”. La Lega di Salvini si è messa di traverso, con un “no” deciso all’ingresso dell’Ucraina nell’Unione.

La Commissione ha presentato il suo parere sulla domanda di adesione dell'Ucraina nel giugno 2022 e lo stesso mese tutti gli Stati membri dell'UE hanno concesso all'Ucraina lo status di paese candidato all'adesione all'UE. 

Nel dicembre 2023 i leader dell'UE hanno concordato di avviare negoziati di adesione. L'UE ha formalmente avviato i negoziati in occasione della prima conferenza intergovernativa del giugno 2024. I paesi che partecipano al processo di adesione devono attuare riforme per allinearsi alle normative e agli standard dell'UE, noti anche come acquis. Secondo la Commissione, l’Ucraina ha dimostrato una notevole capacità di realizzare le riforme, anche durante la guerra. E il paese ha compiuto progressi su diversi aspetti importanti, tra cui: riformare il sistema giudiziario, sviluppare un'economia di mercato che funzioni correttamente, lottare contro il riciclaggio di denaro

modernizzare l'amministrazione pubblica, tutelare i diritti delle minoranze nazionali.

Prima di poter svolgere i negoziati, la Commissione e l'Ucraina hanno dovuto completare uno screening dei capitoli dell'acquis per determinare in che misura il paese sia preparato all'adesione all'UE. L'Ucraina ha completato con successo questo processo di screening nel settembre 2025.

Nel frattempo Kaja Kallas, capo della diplomazia di Bruxelles, ha escluso categoricamente l'ipotesi di un'Europa nel ruolo di arbitro imparziale fra Ucraina e Russia. "L'Europa non sarà mai un mediatore neutrale tra Russia e Ucraina, perché stiamo dalla parte di Kiev”, ha ribadito Kallas. Con queste parole tramonta la proposta di Mosca di affidare un ruolo di mediazione all'ex cancelliere tedesco Gerhard Schröder, storico amico di Vladimir Putin. Una mossa liquidata da Kallas come una "trappola russa".