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Un agente della Guardia Civil parla con due donne sulla spiaggia mentre i migranti raggiungono il territorio spagnolo dopo essere arrivati a nuoto dal Marocco a Ceuta, un'enclave spagnola nel Nord Africa
Collassa la frontiera fra la Spagna e l’Africa. Il 30 luglio Ceuta, la città autonoma spagnola situata sulla costa nordafricana e unico confine terrestre tra l'Unione europea e il Marocco insieme a Melilla, è tornata al centro dell'attenzione internazionale per una delle più gravi crisi migratorie degli ultimi anni.
Nel corso della giornata migliaia di persone hanno tentato di entrare nell'enclave spagnola attraversando il confine terrestre o raggiungendo a nuoto le spiagge del Tarajal, mettendo sotto forte pressione le forze di sicurezza e il sistema di accoglienza locale. Il costo umano di questo esodo biblico è pesante. Questa mattina si calcola che i morti sarebbero almeno 18, ma il numero dei dispersi e della vittime potrebbe ancora aumentare.
Secondo le autorità spagnole, nell'arco di pochi giorni gli arrivi hanno raggiunto quota 1.500, con un flusso che in alcuni momenti è arrivato a circa 300 persone al giorno. Le strutture di accoglienza, già vicine alla saturazione, si sono rapidamente riempite, costringendo centinaia di migranti a trascorrere la notte all'aperto. Particolarmente critica la situazione dei minori non accompagnati, per i quali i centri disponibili risultano ormai ampiamente sovraffollati.


Un migrante grazie all'aiuto di un abitante di Ceuta riesce a raggiungere la costa dopo la traversata a nuoto
(EPA)Le immagini diffuse dai media mostrano lunghe colonne di persone in cammino lungo le strade della città e numerosi migranti che raggiungono la costa a nuoto. La situazione ha suscitato forte preoccupazione tra i residenti, che denunciano un senso di insicurezza e lamentano di essere stati lasciati soli ad affrontare un'emergenza di dimensioni eccezionali.
Il presidente della città autonoma, Juan Jesús Vivas, ha definito la situazione una vera emergenza umanitaria e di sicurezza, chiedendo un intervento immediato del governo centrale e il coinvolgimento di più ministeri. Madrid ha risposto annunciando l'invio di ulteriori agenti della Guardia Civil, della Polizia nazionale e di reparti militari a supporto del controllo della frontiera, mentre il ministro dell'Interno Fernando Grande-Marlaska ha programmato una visita a Ceuta per coordinare la gestione della crisi.
Le cause dell'improvviso aumento degli arrivi non sono ancora del tutto chiare. Tra le ipotesi vi sono l'azione delle reti di trafficanti e il possibile effetto di una recente sentenza della Corte Suprema spagnola che limita i respingimenti immediati dei migranti intercettati in mare, anche se non esistono prove definitive che questa decisione abbia direttamente favorito l'ondata migratoria. Parallelamente, le autorità marocchine hanno ribadito la collaborazione con la Spagna nel controllo della frontiera.
“L'arrivo via mare a Ceuta di migliaia di persone provenienti dal territorio marocchino rappresenta un'emergenza umanitaria e, al contempo, una sfida politica per la Spagna”, sottolinea oggi in un editoriale il quotidiano spagnolo El País. “Tenendo conto dei precedenti, questa crisi richiede soprattutto di garantire la massima fiducia tra paesi confinanti ed evitare che l’immigrazione venga utilizzata come strumento di pressione diplomatica, come è già accaduto in altre occasioni con il Marocco”, aggiunge ilm quotidiano.
La crisi ha riacceso il dibattito europeo sulla gestione delle frontiere esterne dell'Unione e sull'immigrazione irregolare. Diversi governi hanno chiesto un rafforzamento dei controlli e una risposta coordinata a livello comunitario, mentre il confronto politico si è esteso anche ai rapporti tra Madrid e altri partner europei.
“Le immagini che arrivano da Ceuta sono impressionanti e dimostrano, ancora una volta, che l’immigrazione clandestina fuori controllo rappresenta una minaccia concreta per la sicurezza dei confini europei”, ha scritto su X la presidente del Consiglio Giorgia Meloni. “Mi sono confrontata con il Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi. L’Italia non resterà a guardare. Stiamo convocando gli organismi preposti, e all'esito di queste riunioni siamo pronti a intervenire anche con strumenti straordinari per difendere i confini e la sicurezza dei cittadini, come la sospensione dello spazio Schengen con la Spagna.Sull’immigrazione clandestina non arretreremo di un millimetro: difendere i confini, fermare i trafficanti di esseri umani e garantire rimpatri efficaci continuerà a essere la linea di questo Governo.”


Un gruppo di migranti rimane sulla spiaggia vicino al valico di frontiera di Tarajal a Ceuta, in Spagna, 31 luglio 2026. Violenti scontri si sono verificati lungo il perimetro del confine mentre i migranti tentavano di entrare a Ceuta e Melilla dal Marocco.
(EPA)Immediata e particolarmente dura la replica del governo di Madrid. Il ministro degli Esteri José Manuel Albares, facendo riferimento in particolare alle parole dell'omologo Tajani, ha parlato di "messaggio inappropriato da parte del ministro degli Esteri di un Paese partner e amico, dal quale ci aspettiamo solidarietà europea e non demagogia di parte" e ha annunciato la decisione di convocare l'ambasciatore italiano in Spagna.
Quanto accaduto il 30 luglio rappresenta la più grave emergenza registrata a Ceuta dopo la crisi del 2021, quando migliaia di persone entrarono nell'enclave in pochi giorni, mettendo nuovamente alla prova il sistema europeo di gestione delle migrazioni.






