Le foto dell’incontro di questa mattina in Vaticano fra Papa Leone XIV e il Segretario di Stato americano Marco Rubio mostrano un’atmosfera cordiale. Sorrisi, strette di mano, scambi di regali (un fermacarte in cristallo per il pontefice, una penna in legno di ulivo per il ministro degli esteri di Trump). Sorridono e si guardano negli occhi Rubio e il Papa, così come fanno Rubio e il cardinale Parolin, nelle foto che documentano sia l’incontro con Leone che quello, avvenuto dopo, con il Segretario di Stato vaticano.

Rubio, atterrato a Roma la mattina di giovedì, ha raggiunto in perfetto orario il Palazzo Apostolico ed è stato accolto nel Cortile di San Damaso prima di essere accompagnato da Leone XIV.

La sala stampa vaticana, in un breve comunicato, ha fatto sapere che, sia nei «cordiali colloqui» sia con «Sua Santità» che, successivamente con il cardinale Parolin e con monsignor Paul Gallagher (di fatto il ministro degli Esteri vaticano), «è stato rinnovato il comune impegno per coltivare buone relazioni bilaterali tra la Santa Sede e gli Stati Uniti d'America». Inoltre, recita il testo «vi è stato uno scambio di vedute sulla situazione regionale e internazionale, con particolare attenzione ai Paesi segnati dalla guerra, da tensioni politiche e da difficili situazioni umanitarie, nonché sulla necessità di lavorare instancabilmente in favore della pace».

Altrettanto breve il comunicato del Dipartimento di Stato con il quale viene spiegato che «il Segretario di Stato Marco Rubio ha incontrato oggi Sua Santità Papa Leone XIV per discutere della situazione in Medio Oriente e di questioni di interesse comune nell'emisfero occidentale. L'incontro ha sottolineato il solido rapporto tra gli Stati Uniti e la Santa Sede e il loro impegno comune a favore della promozione della pace e della dignità umana».

Nel primo pomeriggio Rubio aveva pubblicato su X quattro foto del suo incontro con il pontefice. Un incontro, ha scritto, «per sottolineare il nostro impegno condiviso nel promuovere la pace e la dignità umana».

Circa l’incontro fra Rubio e il Segretario di Stato Parolin, il portavoce del Dipartimento di Stato, Tommy Pigott, ha dichiarato: «Il Segretario di Stato Marco Rubio ha incontrato oggi Sua Eminenza il Cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato della Santa Sede, per discutere di cooperazione reciproca e di questioni internazionali urgenti. Il Segretario Rubio ha dato il benvenuto all’arcivescovo Caccia, recentemente arrivato negli Stati Uniti in qualità di nuovo Nunzio Apostolico. Hanno esaminato le iniziative umanitarie in corso nell’emisfero occidentale e gli sforzi volti a raggiungere una pace duratura in Medio Oriente. La discussione ha rispecchiato la partnership duratura tra gli Stati Uniti e la Santa Sede nella promozione della libertà religiosa».

Prima della sua partenza, Rubio aveva smentito l’ipotesi secondo cui l’incontro con Papa Leone rappresenterebbe un tentativo di rimettere a punto le relazioni diplomatiche con il Vaticano, su cui gli Stati Uniti fanno affidamento da anni come partner umanitario. Ha tuttavia riconosciuto che «ci sono molti argomenti di cui discutere con il Vaticano», tra cui Cuba. «Il viaggio non è legato a nulla se non al fatto che per noi sarebbe normale interagire con loro», aveva dichiarato Rubio martedì durante una conferenza stampa alla Casa Bianca.

Quello di giovedì mattina è stato il terzo incontro fra Rubio e il Papa americano. Il segretario di Stato aveva già incontrato il Pontefice originario di Chicago il 18 maggio, in occasione della Messa per l’inizio del ministero petrino. Con Rubio, quel giorno, al baciamano era presente anche il vicepresidente JD Vance. Il giorno successivo, 19 maggio, si era svolto poi un incontro bilaterale tra Leone XIV e gli stessi Vance e Rubio, i due cattolici più vicini a Trump.

Il background cattolico di Rubio non è lineare ma piuttosto “ibrido”: radici cattoliche familiari, una parentesi mormone, un ritorno al cattolicesimo, ma con una certa apertura verso il mondo evangelico. Il tutto intrecciato con la sua visione politica conservatrice.

Rubio è nato nel 1971 a Miami, in Florida, da genitori cubani emigrati negli Stati Uniti dopo la rivoluzione di Fidel Castro. La sua famiglia era originariamente cattolica, ma durante la sua infanzia attraversò una fase di allontanamento dalla Chiesa. Per alcuni anni, a Las Vegas, frequentò con i genitori una comunità mormone (la Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni).

Nella sua autobiografia pubblicata nel 2012, An American Son, Rubio racconta dei tre anni trascorsi come membro della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni e ringrazia la Chiesa mormone per aver aiutato la sua famiglia quando si trasferì da Miami a Las Vegas. «La Chiesa mormone ci ha fornito la solida struttura morale che mia madre desiderava per noi e una cerchia di amici provenienti da famiglie stabili e timorate di Dio», scrive Rubio nel suo libro. «Quando abbiamo lasciato la Chiesa alcuni anni dopo, soprattutto su mia iniziativa, lo abbiamo fatto con gratitudine per il suo notevole contributo alla nostra felicità in quegli anni», aggiunge.

Oggi Rubio si identifica come cattolico praticante. E ostenta questa sua appartenenza. Il 5 marzo 2025 apparve su Fox News con il segno della croce di cenere sulla fronte, simbolo che segna l'inizio della Quaresima per i cattolici. Tuttavia egli ha mantenuto anche legami con ambienti evangelici (sua moglie Jeanette è stata legata a una chiesa evangelica e lui stesso ha frequentato servizi protestanti in alcune fasi della vita).

Dal punto di vista politico, il suo cattolicesimo si riflette soprattutto in posizioni conservatrici su temi etici: è contrario all’aborto, sostiene una visione tradizionale del matrimonio e richiama spesso la fede come elemento importante della sua identità pubblica.