Una strage di giovanissimi. Sono almeno 47 i morti e 112 i feriti nell'incendio del bar Le Constrellation a Crans-Montana nel Canton Vallese svizzero, 6 gli italiani dispersi e 13 in ospedale. Una 16enne italiana è ricoverata in coma all'ospedale di Zurigo. Al Niguarda di Milano sono arrivati due 16enni e una donna di 30 anni in gravi condizioni.

E intanto c’è la prima vittima italiana accertata della tragedia di Capodanno in Svizzera: a perdere la vita è stato Emanuele Galeppini, genovese di 16 anni che viveva a Dubai, promessa di golf. A darne notizia la stessa Federazione Italiana Golf, che lo ricorda come «un giovane atleta che portava con sé passione e valori autentici».

Molte vittime, tra loro tanti giovani, sono irriconoscibili perché sfigurate dalle ustioni.

La deflagrazione, innescata da un rogo partito da alcune candele e da un petardo, ha distrutto il locale: l'incendio devastante è stato alimentato dal fenomeno del flashover, ovvero un rapido e violento propagarsi delle fiamme in ambienti chiusi.

Molti ragazzi sarebbero rimasti intrappolati nel bar interrato: «L'unica via di fuga era una scala, la porta per uscire era stretta», raccontano testimoni. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani venerdì è atteso a Crans-Montana. Cordoglio per le vittime dal presidente Mattarella e dalla premier Meloni.

Cos’è il flashover

Chiamato anche embrasement généralisé, è un momento ben definito nello sviluppo di un incendio: il passaggio improvviso da un fuoco inizialmente localizzato a un incendio generalizzato che coinvolge in pochi istanti l’intero ambiente. Non si tratta di un’esplosione in senso tecnico, ma per chi lo osserva o lo vive può apparire come un evento dirompente, proprio per la rapidità e la violenza con cui le fiamme si propagano.

Un fenomeno rapido e legato a condizioni precise

Il fenomeno avviene in tempi estremamente brevi e solo quando si verificano determinate condizioni. Servono temperature molto elevate, la presenza di materiali combustibili e l’accumulo di fumo caldo e gas infiammabili, in particolare nelle parti alte del locale. È proprio questo strato di fumo a costituire spesso la “via” attraverso cui il fuoco passa da un punto preciso a tutto l’ambiente, rendendo l’incendio improvvisamente totale.

Perché è così pericoloso

Il flashover è considerato particolarmente pericoloso perché lascia pochissimo margine di reazione. In un attimo si può passare da una situazione che appare circoscritta a trovarsi circondati dalle fiamme. Proprio per questo è un fenomeno temuto anche dai pompieri, che sanno quanto sia difficile prevederne con esattezza il momento e le modalità di sviluppo.

I segnali premonitori

Esistono tuttavia segnali premonitori che gli operatori imparano a riconoscere. La presenza di molto fumo, temperature elevate e un incendio apparentemente contenuto in un ambiente saturo di gas caldi sono indicatori di una situazione potenzialmente critica. Individuarli in tempo è fondamentale per adottare comportamenti di sicurezza ed evitare di restare coinvolti nel fenomeno.

Il ruolo dell’ossigeno

Un ruolo importante può essere giocato dall’ossigeno. Un improvviso apporto di aria fresca – ad esempio l’apertura di una porta o di una finestra, o la rottura di un vetro – può contribuire a innescare il flashover, ma solo se l’incendio si trova già in una fase di equilibrio instabile. Non è mai l’unico fattore determinante, ma può rappresentare l’elemento decisivo che accelera la transizione verso il fuoco generalizzato.

Il contesto specifico degli ambienti chiusi

Quanto alla possibilità che un fenomeno di questo tipo si sviluppi in uno scantinato o in un locale parzialmente sotterraneo, ogni caso va valutato singolarmente. Contano la conformazione dello spazio, le installazioni presenti, le condizioni d’uso e ciò che le persone stavano facendo al momento dell’incendio. Il flashover non è un evento sistematico, ma una possibilità concreta in determinati contesti, ed è proprio questa imprevedibilità a renderlo così insidioso.