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Impantanato nella guerra scatenata contro l’Iran il 28 febbraio scorso e a picco nei sondaggi, Donald Trump arriva a Pechino per uno degli appuntamenti diplomatici più attesi e delicati degli ultimi anni: il vertice con il presidente cinese Xi Jinping.
L’incontro tra il presidente degli Stati Uniti e il leader cinese arriva in un momento cruciale per gli equilibri internazionali, segnato da tensioni commerciali, rivalità strategiche e dalla necessità di affrontare alcune delle principali crisi globali. Il faccia a faccia nella capitale cinese sarà osservato con grande attenzione da governi, mercati e analisti politici, consapevoli che dal dialogo tra Washington e Pechino dipende una parte rilevante della stabilità economica e geopolitica mondiale.
Sul tavolo del confronto ci saranno innanzitutto i dossier economici, con in primo piano la guerra dei dazi.
La guerra commerciale tra Cina e Stati Uniti è iniziata con il primo mandato di Trump, ma si è inasprita nell’aprile dello scorso anno, in occasione del cosiddetto “Giorno della Liberazione”, quando Trump ha annunciato dazi del 34% su tutti i prodotti cinesi. La Cina ha reagito con dazi di ritorsione e altre misure, quali le restrizioni alle esportazioni di terre rare. Nel corso dell’escalation, i dazi hanno raggiunto livelli fino al 145%.
Le due parti, rendendosi conto che i dazi altissimi non erano sostenibili, hanno poi raggiunto una tregua commerciale, sospendendo molte delle misure economiche punitive. I due leader si sono incontrati in Corea del Sud a ottobre e hanno prorogato la tregua per un altro anno. La Cina ha promesso di acquistare soia dagli agricoltori americani, mentre gli Stati Uniti hanno ridotto i dazi di oltre la metà.
Probabilmente il vertice di Pechino servirà a prolungare la tregua, garantendo stabilità ai mercati. Un editoriale del Global Times, il quotidiano emanazione del partito comunista cinese e deviato soprattutto alle questioni internazionali, esprime l’auspicio che “i legami economici e commerciali dovrebbero continuare a fungere da punto di equilibrio e da motore delle relazioni tra Cina e Stati Uniti, anziché costituire ostacoli o fonti di conflitto. Ad aprile, le esportazioni cinesi verso gli Stati Uniti sono cresciute dell’11,3% su base annua, mentre le importazioni dagli Stati Uniti sono aumentate del 9%. Un rapporto economico e commerciale stabile, solido e prevedibile tra Cina e Stati Uniti rappresenta una buona notizia per l’economia globale”.
In viaggio verso Pechino Trump ha scritto sul suo social Truth un post in cui ha ricordato gli imprenditori che lo stanno accompagnando in Cina, tra cui figure di spicco di Wall Street come Stephen Schwarzman, amministratore delegato di Blackstone, e Larry Fink di BlackRock, oltre a Elon Musk di Tesla e SpaceX e Tim Cook di Apple.
“Chiederò al presidente Xi, un leader di straordinaria levatura, di ‘aprire’ la Cina affinché queste persone brillanti possano dare il meglio di sé e contribuire a portare la Repubblica Popolare a un livello ancora più alto!”, ha scritto Trump su Truth Social. “Anzi, vi prometto che quando ci incontreremo, tra poche ore, questa sarà la mia prima richiesta”, ha aggiunto.
Trump e Xi parleranno anche di Taiwan. Trump ha suscitato allarme a Taipei e tra gli alleati asiatici affermando che avrebbe discusso della vendita di armi statunitensi a Taiwan. Il timore è che Trump possa piegarsi alla richiesta cinese di ritardare o bloccare le vendite di armamenti a Taiwan. La Cina, sempre attraverso le pagine del Global Times, ha ribadito che “la questione di Taiwan riguarda gli interessi fondamentali della Cina e costituisce la prima linea rossa che non deve essere superata nelle relazioni sino-americane”.
A Pechino Trump cerca anche una sponda per tirarsi fuori dal pantano iraniano. La Cina ha criticato apertamente gli Stati Uniti e Israele in merito alla guerra. Inoltre, dati i suoi stretti legami politici ed economici con l'Iran, è vista da alcuni come un mediatore non ufficiale in grado di influenzare Teheran. Tuttavia finora Pechino ha mantenuto un atteggiamento cauto, preferendo non lasciarsi coinvolgere troppo.
Giovedì, Trump e Xi avranno una prima serie di colloqui presso la Grande Sala del Popolo, nei pressi di Piazza Tienanmen, mentre per la sera è previsto un “banchetto di Stato”. Una seconda serie di colloqui è prevista per venerdì, prima che Trump riprenda il volo per Washington.





