PHOTO
epa12946977 Iranians drive past a veiled woman holding Iran’s national flag in front of a huge anti-US billboard referring to US President Donald Trump and the Strait of Hormuz at Valiasr Square in Tehran, Iran, 11 May 2026. US President Donald Trump says Iran’s counter-proposal to end the ongoing conflict is not acceptable. EPA/ABEDIN TAHERKENAREH
“TOTALLY UNACCETABLE”. Totalmente inaccettabile. Scritto tutto in maiuscolo quando Donald Trump vuole sottolineare il concetto. Sul suo sociale personale, Truth, il presidente degli Stati Uniti ha respinto così l’ultima proposta dell’Iran per porre fine al conflitto cominciato il 28 febbraio scorso con gli attacchi americani e israeliani contro Teheran.
L'agenzia di stampa semi-ufficiale iraniana Tasnim (legata alle Guardie della Rivoluzione Islamica) ha riferito che la proposta del regime iraniano, trasmessa tramite il Pakistan, che ha svolto il ruolo di mediatore, prevedeva la cessazione immediata delle ostilità su tutti i fronti, la revoca del blocco navale statunitense sui porti iraniani e la garanzia che non vi sarebbero stati ulteriori attacchi contro l’Iran.
“Tutto ciò che abbiamo proposto nel testo erano richieste ragionevoli e responsabili, nonché proposte generose, non solo nell’interesse nazionale dell’Iran, ma anche per il bene, la stabilità e la sicurezza dell’intera regione e del mondo”, ha dichiarato il portavoce del ministero iraniano, Esmaeil Baghaei, durante una conferenza stampa.
Il documento iraniano era una risposta a una proposta in 14 punti trasmessa la scorsa settimana dall'amministrazione Trump, che includeva richieste relative al programma nucleare. Durante la sua visita in Italia venerdì, il Segretario di Stato Marco Rubio aveva dichiarato di sperare che Teheran presentasse una “proposta seria”.
Si prolunga dunque la fase di stallo (alcuni media statunitensi parlano anche di “limbo”) in un conflitto nel quale, a 73 giorni dal suo inizio, non si vede ancora una via di uscita. Il dato positivo è che resta in vigore il cessate il fuoco, anche se la situazione nella regione del Golfo rimane instabile. Domenica 10 maggio gli Emirati Arabi Uniti hanno dichiarato di aver intercettato due droni provenienti dall'Iran, mentre il Qatar ha condannato un attacco con droni nelle proprie acque contro una nave da carico proveniente da Abu Dhabi. Il Kuwait ha affermato che le proprie difese aeree hanno neutralizzato dei droni ostili che erano penetrati nel proprio spazio aereo.
Trump non ha chiarito, nel corso di una breve intervista con l’agenzia Axios in cui ha ribadito la sua delusione per la risposta iraniana, se intenda proseguire i negoziati o se, eventualmente, opterà per una ripresa dell’intervento militare.
La notizia del muro contro muro fra Teheran e Washington, coniò conseguente prolungamento della chiusura quasi totale dello Stretto di Hormuz, ha provocato, lunedì mattina, una nuova impennata dei prezzi del petrolio.
Intanto i ministri della Difesa britannico e francese copresiederanno martedì una riunione in videoconferenza con i loro omologhi dei paesi disposti a contribuire a una missione volta a garantire la sicurezza dello Stretto di Hormuz.
I circa quaranta paesi coinvolti “dovrebbero approfittare della riunione per discutere e definire i loro contributi militari alla missione difensiva volta a riaprire e mettere in sicurezza lo Stretto di Ormuz quando le condizioni lo consentiranno”, ha fatto sapere il ministero della Difesa britannico in un comunicato.




