Durante una presidenza in cui mostrare i muscoli e farsi bello agli occhi del popolo conta più che fare bene il proprio lavoro, appaiono sempre degli intoppi sul percorso della magnificenza. E negli Stati Uniti se ne sono accorti, infatti in pochissimo il dibattito si è spostato dallo sfarzoso e patriottico 80esimo compleanno di Trump alle problematiche legate al restauro della Reflecting Pool del Lincoln Memorial, uno dei monumenti più importanti e rappresentativi della capitale statunitense.

I lavori, costati circa 14 milioni di dollari, sono finiti da pochi giorni e il risultato finale è quanto di più diverso ci si potesse aspettare dopo gli annunci in pompa magna di Trump. Il progetto presentava due problematiche: rimuovere le alghe che infestavano la piscina e sostituire il rivestimento per evitare le infiltrazioni, dipingendolo poi di quel colore blu acceso che ricorda tanto la bandiera americana.

Il 6 giugno la piscina del memoriale è stata riempita d'acqua, con tanto di dichiarazioni trionfali del presidente che l'ha definita «bellissima e pulitissima». Ecco, dopo pochi giorni il Lincoln Memorial Reflecting Pool è in condizioni peggiori rispetto a quelle antecedenti il restauro. Se l'obiettivo principale era quello di debellare le alghe che da oltre un secolo proliferano dentro la piscina, il risultato è stato catastrofico: il problema, che già aveva afflitto un precedente restauro costato 34 milioni di dollari nel 2012, è tornato a galla nel giro di pochi giorni, complici anche le tubature sotterranee rimaste intatte e mai toccate dall'intervento.

Per risolvere il problema delle alghe, gli operatori del National Park Service hanno versato nella piscina dei recipienti contenenti acqua ossigenata e installato un sistema di filtraggio a nanobolle di ozono. Risultato? Pezzi del nuovo rivestimento si stanno staccando, conferendo alla piscina quel colore verdognolo tipico di uno stagno, ben diverso dalla piscina tonalità blu patriottico che aveva in mente Donald.

Algae floats in the Lincoln Memorial Reflecting Pool, after recent renovations following a directive from U.S. President Donald Trump to paint it blue ahead of the 250th anniversary of U.S. Independence, in Washington, D.C., U.S., June 16, 2026. REUTERS/Eric Lee
Algae floats in the Lincoln Memorial Reflecting Pool, after recent renovations following a directive from U.S. President Donald Trump to paint it blue ahead of the 250th anniversary of U.S. Independence, in Washington, D.C., U.S., June 16, 2026. REUTERS/Eric Lee
L'immagine che restituisce la piscina del Memoriale a chi ci si specchia. (REUTERS)

Questa vicenda rappresenta se vogliamo un po' tutto quello che è questa presidenza targata Donald Trump, in cui si cerca qualsiasi escamotage per essere impeccabili, forti e patriottici, ma che poi la gran parte delle volte si rivela un buco nell'acqua.

E in pieno stile trumpiano, si cercano colpevoli esterni, definiti vandali dal Presidente, come raccontato dal Washington Post. Durante il fine settimana le forze dell'ordine hanno pattugliato l'intera area e comminato alcune sanzioni a coloro che venivano pizzicati ad avere interazioni con i pezzi di vernice blu che si erano staccati.

Venerdì è stato arrestato David Hearn, 67 anni, ex canoista olimpico, perché visto a toccare in acqua un lembo di rivestimento che si stava lentamente staccando. L’ex atleta ha dichiarato al quotidiano americano di essere semplicemente curioso, ma che non stava assolutamente vandalizzando nulla.

A complicare ulteriormente il quadro della situazione ci sono le modalità con cui gli appalti sono stati assegnati. Nessuna gara pubblica: il contratto per la riverniciatura è andato all'Atlantic Industrial Coatings, azienda della Virginia; quello per il sistema anti-alghe, sarebbe invece finito a un'azienda legata a un sostenitore di lunga data del presidente.

Nel frattempo, neanche due settimane dopo l'annuncio di un restauro «destinato a durare cento anni», Trump ha dovuto ammettere che la vasca andrà probabilmente svuotata di nuovo. Un'ammissione che, più di ogni polemica sui presunti vandali, racconta meglio di tutto l'esito di questa vicenda: tanto sfarzo, tanti milioni di dollari, e una Reflecting Pool che — almeno per ora — riflette tutto tranne l'immagine di efficienza che si voleva costruire.