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Soldati Usa durante un'esercitazione sull'evacuazione rapida guidata dai droni in Polonia.
Donald Trump lo aveva minacciato più volte ai Paesi europei, accusati di non aiutarlo abbastanza nella guerra contro l’Iran. Alla fine l’annuncio è arrivato. Cinquemila truppe statunitensi se ne vanno dal suolo europeo. Il Dipartimento della Difesa Usa ha dichiarato di aver ridotto il numero delle brigate da combattimento di stanza in Europa, portandole da 4 a 3. Una brigata (Brigade combat team) è composta da 4mila-4.700 soldati.
Ma molto probabilmente i tagli non finiscono qui. «Nel lungo periodo dovremo sicuramente aspettarci ulteriori dispiegamenti, dato che l'Europa continua a potenziare le proprie risorse con l'obiettivo di garantire una maggiore capacità difensiva convenzionale», ha affermato Alexus Grynkewich, generale dell’Aeronautica militare Usa, dal 2025 comandante supremo alleato in Europa, al termine della riunione dei capi di Stato maggiore alleati. «Vorrei sottolineare che ciò non incide sull’attuabilità dei nostri piani regionali», ha puntualizzato il comandante.
Per l’Europa, tuttavia, il progressivo disimpegno militare degli Stati Uniti porta un cambiamento molto rilevante, che impone al continente di ripensare la sua difesa comune. Attualmente i soldati americani presenti e dislocati sul territorio europeo sono circa 80mila, ma il numero varia in base a esercitazioni, rotazioni e rinforzi temporanei legati al contesto di sicurezza, soprattutto a partire dal 2022 con la guerra in Ucraina. Il Paese che conta il numero maggior di soldati Usa, circa 35-40mila, è la Germania, il Regno Unito ne conta 10-12mila, l’Italia ne ospita 12mila-15mila, la Polonia dopo il 2022 ha visto un forte incremento arrivando a circa 10.000-12.000 militari, in parte rotazionali. La Spagna ne conta 3-4mila.
All’inizio di maggio Trump ha avuto un acceso scontro con il cancelliere tedesco Friedrich Merz, dopo che quest’ultimo in un dibattito in una scuola superiore, in merito alla guerra in Medio Oriente, aveva detto che la nazione statunitense viene umiliata dalla leadership iraniana. Un’affermazione che ha creato una frattura nella relazione, fino a quel momento molto buona, tra il presidente Usa e il cancelliere tedesco. La reazione furiosa di Trump non si è fatta attendere ed è arrivata con la minaccia di ritirare 5mila soldati dal territorio tedesco.
Il presidente Usa ha poi ventilato la possibilità di spostare questi 4mila soldati dalla Germania alla Polonia, considerata ottimo alleato degli Stati Uniti. Invece, una settimana fa da Washington è arrivato l’annuncio della decisione di cancellare l’invio di 4mila soldati come forza di rotazione in Polonia. Una decisione che ha sollevato sconcerto, dato che Varsavia è il baluardo della Nato sul fronte dell’Europa orientale, ha solidi rapporti con gli Washington e la Polonia è il Paese che spende in assoluto di più per la difesa nell’ambito della Nato, destinando circa il 4,5% del Pil, una cifra nettamente superiore alla media degli altri membri dell’Alleanza.
Ora, l’annuncio del ritiro di una brigata conferma le decisioni precedenti di tagliare la presenza Usa in Europa, ma non è stato specificato se questo taglio colpirà la Polonia o se sarà, come appare molto probabile, distribuito in modo diverso. Il Pentagono ha comunicato che deciderà la dislocazione delle tre brigate «sulla base di ulteriori analisi relative ai requisiti strategici e operativi degli Stati Uniti, nonché in funzione della capacità degli alleati stessi di contribuire con le proprie forze alla difesa dell'Europa».



