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Da sinistra, l'ostetrica Carlotta Bucci, il primario di Ostetricia, Gianluca Straface, mamma Tania con il piccolo Matteo e papà Marco
Tania ha 30 anni e Marco quasi 37. Venerdì scorso, 10 luglio, sono diventati genitori di Matteo nato di sera un po’ nel trambusto di un travaglio partito con le migliori intenzioni e finito in cesareo d’urgenza perché il piccolo era tachicardico, dove la differenza vera l’ha fatta la possibilità offerta dal Policlinico Abano di Abano Terme per il papà di poter stare la prima notte con letto in stanza con la mamma. Quando raggiungiamo Marco e Tania sono reduci dalla prima nottata a casa in cui Matteo non ha praticamente mai dormito…
Marco cos’ha voluto dire per te far parte già del “primo tempo”?
«Sono stato da subito parte attiva, non solo il papà che porta il panino con la soppressa alla mamma il giorno per soddisfare le voglie di nove mesi. Sono stato strafelice di questa possibilità, è stato fantastico. Certo, poi, Tania istintivamente ha più manualità di me ma vedere cosa facevano le ostetriche, sentirsi spiegare le manovre per poterle dare un supporto è stato fantastico e utilissimo, mi sono sentito parte anch'io di tutto».
E per mamma Tania?
«Mi sono stupita del clamore della notizia perché dovrebbe essere una cosa normale. E invece normale non è perché, soprattutto, le mamme la prima notte se la fanno da sole in ospedale anche se sono stanchissime o, come nel mio caso, reduci da un cesareo con i punti che tirano e la ferita cha fa male quando ti muovi».
Marco come ti sei reso utile?
«Le davo il cambio, se aveva le coliche lo tenevo io in braccio e lo facevo camminare, esserci le ha permesso di dormire… e a me di imparare tutto quel che c’è da sapere nelle prime ore di vita».
Perché col primo figlio è tutto nuovo…
Tania: «Tutto. Devo imparare io ma anche lui e la cosa belle è che, così facendo, le ostetriche hanno insegnato a entrambi, non a me che poi spiegavo a lui. Abbiamo imparato insieme ed è stato bellissimo».
Marco: «E molto utile, l’ho visto stanotte in cui Matteo non ha mai chiuso occhio… Ma anche in ospedale quando Tania doveva allattare e anche solo girarsi e prendere il piccolo dalla culla faceva fatica. Davanti a tante donne che vanno in depressione post partum penso che la presenza del papà sia è fondamentale, in questo modo - potendoci stare sin dalla prima notte - ha un ruolo attivo».


Il guadagno per la coppia di poter stare insieme già dalla prima notte è proprio questo e lo conferma anche il professor Giancluca Straface, primario di Ostetricia del Policlinico: «Il guadagno è importante. La nostra scelta nasce dall'evidenza che sta cambiando la società e stanno cambiando le coppie. Venendo a mancare quella rete familiare che c'era una volta, di zii, nonni e parenti, ed essendo adesso le coppie molto più sole abbiamo voluto far sì che la mamma avesse già accanto fin dai primi minuti il marito. Un aiuto concreto sia dal punto di vista pratico sia dal punto di vista psicologico perché le prime ore dopo il parto sono momenti impegnativi, bellissimi e decisivi».
Si dice che il post partum sia il momento più difficile, delicato nella vita di una donna…
«È così ed ecco perché è importante avere accanto il marito. Poi l'altro aspetto era di dare anche al papà la possibilità di godersi le prime ore del bambino, tra i momenti più belli che ti possono capitare di vivere senza il pensiero di dover andare a casa per poi tornate il giorno successivo».
Una scelta quella che avete fatto che valorizza anche l’idea di nucleo familiare sin dall’origine.
«Un tempo il papà veniva un po' marginalizzato, alla mamma spettava fare tutto. Invece adesso così i papà sono molto più partecipi e si crea quel concetto di famiglia, di triade che è davvero il valore aggiunto».
Papà Marco era entusiasta di aver ricevuto a sua volta “il libretto delle le istruzioni” per il suo piccolo.
«E questo è l’altro grande obiettivo: che entrambi i genitori siano in grado di gestire il neonato. Per questo abbiamo deciso di continuare il sostegno anche a domicilio, con ostetriche che vanno a casa a supportare le coppie i primi giorni. Un sostegno a 360 gradi alla mamma e alla famiglia intera».
Ultimo aspetto non da poco, fate tutto con il sistema nazionale sanitario.
«Assolutamente sì, non esistono più le stanze a pagamento. Noi abbiamo stanze gratuite per tutti perché l'ospedale che ci ha sostenuto, l'amministrazione che ci ha sostenuto credendo in questo progetto, hanno spostato il nostro reparto in un ambiente molto più grande e quindi oggi abbiamo tantissime stanze a disposizione in cui ospitare gratuitamente mamme e papà».









