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Una nuova pagina nella gestione del fenomeno migratorio in Italia che non poteva che cominciare nel peggiore dei modi. A poche ore dall’arrivo dei primi migranti nei centri di trattenimento con annessa prigione in Albania un video amatoriale diffuso dalla televisione albanese RTSH (Radio Televizioni Shqpiptar) mostra due minori salire a bordo di una motovedetta della guardia di finanza nel porto di Gjader lasciando così il gruppo di altri 14 migranti destinati invece ad entrare nel campo dove saranno sorvegliati a vista da centinaia di militari. L’accordo molto discusso siglato dai premier Giorgia Meloni ed Edi Rama prevede infatti che ad essere destinati nei centri siano solo maschi adulti secondo valutazioni dei funzionari di polizia a bordo delle navi chiamati a decidere chi dovrà essere trasferito in Albania e chi no.
Che ci facevano quindi due minorenni a bordo della nave Libra della Marina Militare italiana destinata in Albania? Dal video si vede chiaramente che i due ragazzini potrebbero non essere maggiorenni, eppure in Albania erano già arrivati sollevando alcuni dubbi espressi già nella fase iniziale dei primi trasferimenti. Come si farà a non evitare di dividere nuclei familiari? Domande a cui per il momento si fa fatica a rispondere perché a differenza degli anni in cui le navi della Marina Militare salvavano centinaia di vite umane portando i naufraghi in porti sicuri in Italia adesso tutta l’operazione è top secret, se non fosse per il video che ha già evidenziato la prima crepa della faraonica operazione.
I costi però sono noti. All’investimento di 800 milioni fino al 2028, a cui si aggiungono tre milioni all’anno del centro di identificazione, 200 milioni per gli allacciamenti, i circa 30 milioni per la spese delle navi si aggiunge l’ultima analisi dell’Ispi (Istituto di politica per gli studi internazionali) pubblicata su X da Matteo Villa. Secondo il ricercatore infatti l’Italia con i nuovi centri in Albania pagherà nove volte i costi dell’accoglienza in Italia “per ottenere un effetto dissausivo del 2 percento, ovvero nullo”. Viene tracciato anche un bilancio a quattro giorni dall’apertura: «11-12 migranti portati in Albania, 4-5 riportati in Italia, 1800 sbarcati in Italia», quasi esclusivamente a Lampedusa. Il ricercatore dell’Ispi rivela inoltre i costi giornalieri a carico dell’Italia per migrante: 410 euro al giorno per chi tornerà in Italia contro gli attuali 35 euro.
Rimangono inoltre tutte le criticità dal punto di vista del diritto costituzionale e internazionale, dal diritto di difesa dei migranti negato già nel momento della divisione a bordo delle navi italiane, al concetto di paese sicuro messo recentemente in discussione dall’ultima sentenza in materia della Corte di Giustizia dell’Unione Europea, oltre al fatto che l’Albania non rientra tra i paesi dell’Ue.





