PHOTO
Ci sono gare che non sono come le altre, in cui c'è in gioco molto più della singola medaglia in palio per quanto importante sia la posta. È stata certo una di queste quella che ha portato Nicola Bartolini, 25 anni sul gradino più alto del podio del corpo libero, al Mondiale di ginnastca artistica 2021. Solo chi guardasse solo il contingente potrebbe pensare che ci fosse in gioco "solo" un titolo come gli altri contro il campione di casa e il campione del mondo uscente. Chi conosce la ginnastica italiana e la sua storia sa che portare a termine senza errori quell'esercizio per Bartolini voleva dire vedersela con i mostri sacri della ginnastica azzurra maschile: Franco Menichelli e Jury Chechi, gli unici ad essere arrivati ad altezze simili: Jury con i suoi cinque titoli mondiali agli anelli (l'ultima nel 1997), Menichelli con quell'unica medaglia di bronzo al corpo libero nel 1966.
Nessuno prima di stamattina era arrivato così in alto sulla pedana del corpo libero lungo il corso della storia azzurra, azzoppata com'è stata nella dalla maledizione della rottura del tendine d'achille che ha colpito sia Chechi sia Menichelli. Bartolini è stato bravo doppiamente perché è già difficile fare il proprio meglio a un Mondiale, più difficile farlo con tanta storia pesante sulle spalle.
Il ginnasta sardo, bronzo continentale ai recenti Europei di Basilea, si è aggiudicato il titolo iridato, con il punteggio di 14.800, precedendo di 33 millesimi il giapponese Kazuki Minami, argento con 14.766. Bronzo per il finlandese Emil Soravuo con 14.700. “Sono campione del Mondo, sono Campione del Mondo – ha ripetuto ancora incredulo, più di una volta, il 25enne scoperto bambino nella Ginnastica Amsicora da Gian Paolo Murtas – Non ho parole per descrivere la mia felicità. È stato un lungo percorso ma ho tirato fuori gli artigli al momento giusto e ho avuto anche un pizzico di fortuna, che non guasta mai. Voglio ringraziare tutto lo staff del centro tecnico di Milano e il Presidente della Federazione per aver creduto in me. Ce l’abbiamo fatta, perché il risultato è di tutti quanti. Il favorito era il campione del mondo uscente, Carlos Yulo. Quando è andato fuori pedana ho realmente concretizzato che si poteva ambire a qualcosa di grande, era lui l’avversario da battere. Certo non pensavo di vincere l’oro!”. È la quarta partecipazione mondiale per Nicola dopo Stoccarda 2019 - insieme alla squadra che per una posizione ha mancato la qualifica olimpica per Tokyo 2020 –, Glasgow 2015 e Nanning 2014. “Il ragazzo che ha fatto nel 2014 il primo mondiale in Cina è cambiato tanto sia nella metodologia di lavoro sia nell’approccio alla Ginnastica. Finalmente i risultati si vedono dopo un lavoro duro”.
Non è stata una storia lineare quella del campione del mondo approdato nel 2020 alla Pro patria bustese. È stato difficile all'inizio lasciare casa a 12 anni per affidarsi alle stanze periferiche del centro tecnico federale di Milano, ci sono stati alti e bassi, il bisogno di consolidarsi e maturare una personalità propria, anche se diversa dall'idea consueta del ginnasta un po' fachiresco: Bartolini è un ragazzo del suo tempo con l'aria da rapper e i tatuaggi in vista. Il grande pubblico ha imparato a conoscerlo grazie al successo del reality vite parallele. Ma il meglio, la cosa importante è venuta fuori il 23 ottobre 2021 dall'altra parte del mondo.
Non è stata la sua l'unica medaglia preziosa di una spedizione azzurra molto vincente: storico anche l'argento al volteggio di Asia d'Amato e l'accoppiata delle due medagli argento e bronzo agli anelli d Lodadio e Maresca.




