C’era da aspettarselo. Padre Pio in vita sua non mise mai piede a Roma, con i papi ebbe un rapporto dialettico e a tratti aspro. L’arrivo del suo corpo per il Giubileo della Misericordia è stato però un trionfo di popolo. Il furgone che trasportava la teca con le spoglie è partita da San Giovanni Rotondo poco dopo le 9.30 di mercoledì tra due ali di folla, misure di sicurezza assai rigorose e lo spazio aereo interdetto sul Gargano per tutta la giornata. Il viaggio fino alla basilica romana di San Lorenzo al Verano, in condizioni normali, sarebbe dovuto durare poco più di quattro ore, considerando ovviamente le speciali cautele adottate per evitare vibrazioni e sollecitazioni sulla reliquia, che è stata accomodata su "materassi ammortizzanti" e protetta con una seconda teca. E invece i tempi si sono allungati a dismisura per l’entusiasmo della folla di pellegrini che hanno atteso il passaggio del Santo per lanciare un bacio, un saluto, dire una preghiera, sventolare lenzuola in segno di omaggio. È la devozione popolare.

«Nessuno può dire “Padre Pio è mio”», disse il Santo una volta, «perché Padre Pio è di tutti». Lo ha dimostrato plasticamente il suo viaggio “giubilare”. Quando è partito dalla “sua” San Giovanni Rotondo, una grande folla ha applaudito, mentre dalle finestre di Casa Sollievo della Sofferenza s’affacciavano gli ammalati sventolando fazzoletti bianchi. Tutto intorno, grandi misure di sicurezza: no-fly zone su San Giovanni Rotondo e su Foggia, unità cinofile, squadre antiterrorismo e agenti per la verifica del sottosuolo. Il piano sicurezza, messo a punto dal questore di Roma Nicolò D'Angelo e dal Prefetto di Roma Franco Gabrielli, ha visto l'utilizzo di oltre mille uomini delle forze dell'ordine.
Il corteo ha dovuto rallentare più volte
Durante il percorso, il corteo ha dovuto rallentare e fermarsi più volte: a San Marco in Lamis, nel Foggiano, una prima immersione tra la folla. Un altro stop a San Severo. E migliaia erano lungo il percorso anche fuori dai paesi, nei pressi dell'imbocco autostradale. Alle finestre erano esposti drappi, ai lati della via venivano sventolati fazzoletti e lanciate rose. Puglia, ma anche Molise, Abruzzo e Lazio. Un tributo popolare che non meraviglia considerato che Padre Pio è uno dei Santi più amati e venerati della storia contemporanea e abbraccia moltissimi: vip e gente comune, professori e massaie, dotti e semplici.

Padre Pio è arrivato a Roma attorno alle 16. 30, con un'ora e mezza di ritardo. Lo ha voluto Bergoglio come simbolo della misericordia, insieme a un altro Santo, Leopoldo Mandic, anch'egli frate cappuccino e confessore instancabile arrivato da Padova. Ad attendere a San Lorenzo c’era una folla di fedeli tra cui molti anziani e malati. Alcuni hanno portato fiori, altri vangeli e santini. Molti romani sono arrivati da quartieri di periferia: Prenestina, Pietralata, Tor Tre Teste come da Boccea, ma ci sono anche molti pellegrini da Firenze e Milano.

In totale, fino all’11 febbraio, quando le reliquie torneranno sul Gargano, si prevede l’arrivo di un milione di pellegrini. Dopo la tappa di San Lorenzo, le spoglie dei due Santi saranno portate nella chiesa di San Salvatore in Lauro. Da qui, infine, a San Pietro dove papa Francesco il 10 febbraio, Mercoledì delle Ceneri, invierà i missionari della misericordia additando l’esempio di due santi che per tutta la vita incarnarono la misericordia nel confessionale.