In Italia aumentano le coppie che – non riuscendo a concepire spontaneamente – si rivolgono alla Procreazione medicalmente assistita (Pma). In 15 anni il numero dei bimbi nati attraverso fecondazione in vitro con i gameti della coppia si è quintuplicato, raggiungendo il 3,8% del totale delle nascite (Ministero della salute, Relazione al Parlamento sulla PMA 2025). Un fenomeno in crescita – per altro destinato a diffondersi ancor più ora che la Pma è stata inclusa nei Livelli essenziali di assistenza –, che per il direttore di Famiglia Cristiana don Stefano Stimamiglio «interpella la coscienza collettiva per il desiderio autentico di tante coppie che vivono la sofferenza della sterilità» come per le «questioni etiche che non possono essere liquidate con superficialità».

La copertina di Famiglia Cristiana da oggi in edicola

Al tema il nostro settimanale dedica una approfondita inchiesta dal titolo Il dono di un figlio “grazie” alla scienza, sul numero in edicola da oggi. Si comincia con la voce di uno dei massimi esperti in Medicina della riproduzione, Enrico Papaleo, responsabile del Centro scienze natalità San Raffaele Milano, che spiega i pro e i contro del percorso della Pma omologa (con gameti della coppia): «Cerchiamo di individuare la causa dell’infertilità di coppia, che oggi per un terzo è legata all’età materna. La prospettiva terapeutica è mirata a incrementare il numero di ovulazioni». A seguire, la testimonianza di due coniugi cattolici che hanno intrapreso il percorso affrontando diversi dubbi spirituali – «Ci chiedevamo: è possibile che Dio non ci voglia genitori?» – , e l’analisi del demografo Gian Carlo Blangiardo, che così commenta il numero dei nati da Pma: «Sono gocce nel mare della denatalità, serve favorire la maternità prima dei 35 anni». Ancora, l’esperienza alternativa dell’Istituto scientifico internazionale Paolo VI di ricerca sulla fertilità e infertilità e il parere del teologo don Maurizio Chiodi, consultore del Dicastero per la dottrina della fede, che – sottolineando l’importanza del discernimento sul desiderio del figlio e una differenziazione delle tecniche procreative – a proposito della Pma omologa parla di tecnica che «“rimedia” a una patologia e rende possibile l’impossibile».