Europa nemica più del Cremlino. Putin plaude, Musk, dopo che il suo social X è stato multato per 120 milioni di euro da Bruxelles per mancanza di trasparenza, afferma che «l'Ue dovrebbe essere abolita e la sovranità restituita ai singoli paesi», Casa Bianca che incoraggia i Paesi sovranisti così da avere una Unione europea più debole e a servizio degli Usa da cui deve comprare armi, merci e combustibili. Basta, secondo gli Usa con il diritto. La dottrina Trump, d’altra parte non vuole limiti legali. La Commissione europea replica alla Casa Bianca: «Quando si tratta di decisioni che riguardano l'Unione europea, queste vengono prese dall'Unione europea, per l'Unione europea, comprese quelle che riguardano la nostra autonomia normativa, la tutela della libertà di espressione e l'ordine internazionale fondato sulle regole».

Fa discutere il documento sulla sicurezza americana che mette pesantemente in dubbio l’esistenza del nostro continente.

Nelle 33 pagine del documento «Europa» ricorre 49 volte, «Russia» appena 10. E se Mosca non viene più considerata «una minaccia diretta», verso l’Europa cresce invece l’ostilità della Casa Bianca. Il nostro Continente, secondo il documento, dovrebbe aprirsi al mercato americano per beni e servizi, rinunciare alla lotta ai cambiamenti climatici per tornare ad acquistare idrocarburi dagli americani.

Un intero paragrafo è dedicato all’Europa per dire che il Vecchio continente è in «declino economico» e ha una prospettiva «reale e concreta» di «cancellazione della sua civiltà».

E proprio Trump che non tollera limiti alle sue politiche e va avanti a forza di decreti esecutivi inviando la Guardia nazionale nelle città governate da suo oppositori politici, taccia l’Europa di scarsa libertà. Attacca «l'Unione Europea e di altri organismi transnazionali che minano la libertà e la sovranità politica, le politiche migratorie che stanno trasformando il continente e creando conflitti, la censura della libertà di parola e la repressione dell'opposizione politica, il crollo dei tassi di natalità e la perdita di identità e fiducia in se stessi a livello nazionale». Secondo la Casa Bianca «il continente sarà irriconoscibile tra 20 anni o meno». Per questo, mentre continua a vendere armi all’Europa e a chiedere che sia l’Ue a pagare i rifornimenti militari per l’Ucraina, paventa il rischio che alcuni Paesi europei possano non essere più «alleati affidabili» degli Usa per la sicurezza.

Attacco frontale poi alla Germania. Attacco che svela il vero nervo scoperto dell’amministrazione Trump: i rapporti con la Cina. «La guerra in Ucraina», si legge infatti nel documento, «ha avuto l'effetto perverso di aumentare la dipendenza esterna dell'Europa, in particolare della Germania. Oggi, le aziende chimiche tedesche stanno costruendo alcuni dei più grandi impianti di lavorazione del mondo in Cina, utilizzando gas russo che non possono ottenere in patria». Secondo Trump, che preme per normalizzare prima possibile i rapporti con la Russia per tornare a fare affari, come già era emerso nella sua prima amministrazione, con Mosca, attacca «i funzionari europei che nutrono aspettative irrealistiche per la guerra». E, mentre fa carta straccia dei trattati internazionali, indebolisce le Nazioni Unite, deride e aggira il diritto internazionale, incolpa l’Europa di «calpestare i principi fondamentali della democrazia per reprimere l'opposizione».

Il documento deve ammettere però che «il commercio transatlantico rimane uno dei pilastri dell'economia globale e della prosperità americana. I settori europei, dalla manifattura alla tecnologia all'energia, restano tra i più solidi al mondo. L'Europa ospita una ricerca scientifica all'avanguardia e istituzioni culturali leader a livello mondiale. Non solo non possiamo permetterci di escludere l'Europa, ma farlo sarebbe controproducente per gli obiettivi che questa strategia mira a raggiungere». E allora la Casa Bianca svela la sua strategia: incoraggiare «i suoi alleati politici in Europa», cioè «i partiti patriottici europei». La loro «crescente influenza dà davvero motivo di grande ottimismo».

«Il nostro obiettivo», scrive la Casa Bianca, «dovrebbe essere quello di aiutare l'Europa a correggere la sua attuale traiettoria».

E non è un caso che proprio Orban, il più sovranista tra i leader europei plauda alla strategia americana che prevede di:

• Ripristinare condizioni di stabilità all'interno dell'Europa e stabilità strategica con la Russia;

• Consentire all'Europa di reggersi in piedi e di operare come un gruppo di nazioni sovrane allineate, anche assumendosi la responsabilità primaria della propria difesa, senza essere dominata da alcuna potenza avversaria»

Coltivare la resistenza all'attuale traiettoria europea all'interno delle nazioni europee;

• Aprire i mercati europei ai beni e ai servizi statunitensi e garantire un trattamento equo ai lavoratori e alle imprese statunitensi;

• Rafforzare le nazioni sane dell'Europa centrale, orientale e meridionale attraverso legami commerciali, vendite di armi, collaborazione politica e scambi culturali ed educativi;

Porre fine alla percezione, e impedire la realtà, della Nato come un'alleanza in continua espansione;

• Incoraggiare l'Europa ad agire per combattere la sovraccapacità mercantilista, il furto tecnologico, lo spionaggio informatico e altre pratiche economiche ostili

Dall’Italia risponde il ministro della Difesa Crosetto con un lungo post su X: «Trump ha esplicitato che l'Ue non gli serve. Finiti i regali dagli Usa, alla difesa dovremo pensarci noi», scrive e poi chiosa: «Il competitor degli Stati Uniti è la Cina ed in questo duello l'Europa non è utile agli interessi di Washington».