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La prima grande missione umanitaria svolta dall'Italia in soccorso di persone in difficoltà lontano dai nostri lidi. Quella del 1979 in soccorso dei boat people è passata alla storia come una impresa epica. In ricordo dei 45 anni da quei giorni in Salento si sono riunti gli equipaggi delle navi che compirono quell'azione. L'evento è stato organizzato dal Gruppo Anmi, dall’Associazione nazionale marinai d’Italia e dal comune di Presicce-Acquarica in provincia di Lecce. Attorno a loro tutta la comunità inclusa la Marina militare con un picchetto d’onore della Brigata Marina San Marco e una rappresentativa di nave Stromboli, la Caritas e la Croce rossa Italiana. Inoltre sono intervenuti da ogni parte
d’Italia i veterani e i profughi vietnamiti, allora bambini, in un clima toccante di sentimenti che solo un’operazione così nobile può evocare. A tutti, veterani e vietnamiti ormai cittadini italiani, è stato consegnato un attestato per ricordare la missione e la vita ritrovata. La cerimonia è stata presenziate dalle massime autorità militari e civili. Presente anche il sindaco del comune salentino che ha ospitato l’evento.
Era il 21 agosto del 1979 quando le tre navi militari italiane, Vittorio Veneto, Andrea Doria e Stromboli, facevano ingresso a Venezia per sbarcare e accogliere 907 profughi vietnamiti, 125 erano bambini, tutti con lo status di rifugiati politici. Un momento che i profughi hanno voluto sintetizzare in una lettera agli equipaggi e agli italiani «Eravamo morti e per la vostra bontà siamo tornati a vivere. Questa mattina
quando dal ponte di volo guardavamo la costa italiana una dolce brezza ci accarezzava il viso in segno di saluto e riempito di gioia il nostro cuore. Siete diversi dagli altri popoli, per voi esiste un prossimo che soffre e per queste cause vi siete sacrificati. Grazie!». Così oggi come allora, a distanza di 45 anni si sono ripetuti, sono ormai la quarta generazione in Italia, e di fronte a una piazza gremita di gente, veterani, marinai in servizio e marinai in congedo, Caritas e Croce Rossa, tutti testimoni di un pezzo di storia italiana, hanno letto un nuovo messaggio ai marinai e agli italiani che si chiude così: «Non dimenticheremo mai il vostro impegno e i sacrifici che avete fatto per aiutarci. Siete dei veri eroi non solo per noi ma per tutti coloro che credono nella dignità umana e i diritti di ognuno. Insieme ci avete dato una seconda possibilità, di
ricostruire le nostre vite e di sognare un futuro. Porteremo sempre con noi il ricordo della vostra generosità e della vostra forza. Non dimenticheremo mai i marinai e le tre navi della missione, Vittorio Veneto, Andrea Doria e Stromboli, la Caritas e la Croce Rosse italiana. Grazie di cuore da parte di tutti noi. Siamo onorati di aver avuto il vostro supporto e ci impegniamo a contribuire a un mondo migliore come avete fatto voi per noi».
La missione fu fortemente voluta dall’allora Presidente della Repubblica Sandro Pertini, in momento di difficoltà economica per il paese e anche di equilibri politici interni e internazionali molto fragili ma la vita prevalse su tutto.
d’Italia i veterani e i profughi vietnamiti, allora bambini, in un clima toccante di sentimenti che solo un’operazione così nobile può evocare. A tutti, veterani e vietnamiti ormai cittadini italiani, è stato consegnato un attestato per ricordare la missione e la vita ritrovata. La cerimonia è stata presenziate dalle massime autorità militari e civili. Presente anche il sindaco del comune salentino che ha ospitato l’evento.
Era il 21 agosto del 1979 quando le tre navi militari italiane, Vittorio Veneto, Andrea Doria e Stromboli, facevano ingresso a Venezia per sbarcare e accogliere 907 profughi vietnamiti, 125 erano bambini, tutti con lo status di rifugiati politici. Un momento che i profughi hanno voluto sintetizzare in una lettera agli equipaggi e agli italiani «Eravamo morti e per la vostra bontà siamo tornati a vivere. Questa mattina
quando dal ponte di volo guardavamo la costa italiana una dolce brezza ci accarezzava il viso in segno di saluto e riempito di gioia il nostro cuore. Siete diversi dagli altri popoli, per voi esiste un prossimo che soffre e per queste cause vi siete sacrificati. Grazie!». Così oggi come allora, a distanza di 45 anni si sono ripetuti, sono ormai la quarta generazione in Italia, e di fronte a una piazza gremita di gente, veterani, marinai in servizio e marinai in congedo, Caritas e Croce Rossa, tutti testimoni di un pezzo di storia italiana, hanno letto un nuovo messaggio ai marinai e agli italiani che si chiude così: «Non dimenticheremo mai il vostro impegno e i sacrifici che avete fatto per aiutarci. Siete dei veri eroi non solo per noi ma per tutti coloro che credono nella dignità umana e i diritti di ognuno. Insieme ci avete dato una seconda possibilità, di
ricostruire le nostre vite e di sognare un futuro. Porteremo sempre con noi il ricordo della vostra generosità e della vostra forza. Non dimenticheremo mai i marinai e le tre navi della missione, Vittorio Veneto, Andrea Doria e Stromboli, la Caritas e la Croce Rosse italiana. Grazie di cuore da parte di tutti noi. Siamo onorati di aver avuto il vostro supporto e ci impegniamo a contribuire a un mondo migliore come avete fatto voi per noi».
La missione fu fortemente voluta dall’allora Presidente della Repubblica Sandro Pertini, in momento di difficoltà economica per il paese e anche di equilibri politici interni e internazionali molto fragili ma la vita prevalse su tutto.




