Sono un’insegnante in pensione. Negli anni passati, non ho mai disdegnato la visione di sceneggiati televisivi che trasmettevano al pubblico messaggi di autentici valori della vita. Ancora oggi considero la Tv, se usata bene, un mezzo straordinario di grande valore educativo. Cosa che, però, non posso dire di alcune fiction sulla famiglia, che mi lasciano perplessa. Il messaggio che danno ai giovani è di intraprendere “indifferentemente” un percorso di coppia, la cui identità di genere è un dettaglio senza importanza, basta soddisfare le “esigenze” sessuali dell’età. Ho sempre cercato di capire i mutamenti dei tempi, ma non ho mai accettato la strumentalizzazione di fenomeni di grande portata umana, sociale e culturale, che andrebbero affrontati con più serietà.

ANNA MARIA E. - Novara


Sulla famiglia cosiddetta tradizionale, padre e madre con figli, sui mass media c’è la congiura del silenzio, se non addirittura una sorta di censura. Quando se ne parla lo si fa solo per metterne in evidenza gli aspetti problematici. In Tv dilaga, invece, il modello di “allegra famiglia allargata”, anche se rappresenta una porzione marginale della società. Urge un riequilibrio, soprattutto nella Tv pubblica, dove le famiglie pagano un canone.