«Grazie a coaches, grazie ai compagni, allo staff medico di ogni squadra dove sono stato per avermi fatto sentire un BRAVO giocatore ma soprattutto un UOmo… grazie a chi mi ha insultato nei social e nei palazzetti, siete stati la mia forza!!!!Vorrei che questo momento non arrivasse mai. Ci ho provato, riprendendo gli allenamenti individuali ma capisco che è ora di dire basta al basket giocato perché non sarò più il giocatore di prima e voglio che mi ricordiate per quel che ero!! Mi mancherai palla a spicchi».

E subito dopo un cuoricino.

Così il 4 maggio 2026 via Instagram ha dato, con una dichiarazione d’amore, l’addio alla pallacanestro, per chi non lo sapesse infatti, palla a spicchi è il nome affettivo confidenziale che gli appassionati danno al pallone da basket.

Accanto alle parole, una serie di foto di gesti tecnici e trionfi con le diverse maglie vestite in carriera. Achille Polonara è uno dei giocatori più rappresentativi della pallacanestro italiana anche nel mondo, colonna dell’Italia e di molte squadre prestigiose in Italia Nazionale azzurra, poi Varese, Reggio Emilia, Sassari, Virtus Bologna e nel mondo Vitoria, Fenerbahce, Efes, Zalgiris, tutte maglie da Eurolega, la più prestigiosa lega europea.

Fa specie in questo saluto il riferimento agli insulti: dà la misura del degrado dei social, dato che a farvi riferimento è stato un grandissimo atleta che stava provando a compiere l’immenso sforzo di provare a rientrare in campo, dopo la più impervia delle salite. Grazie al tesseramento di Sassari quando era ancora in un letto di ospedale, dopo essere stato fermo un anno per la diagnosi di una leucemia mieloide acuta durante le fasi finali dello scorso campionato, che gli ha fatto rischiare la vita, portandolo a una settimana di coma farmacologico e al trapianto di midollo eseguito fortunatamente con successo, Achille Polonara stava lavorando per testare il suo fisico in vista di un rientro in campo.

Il 30 marzo, scorso, postando sul suo canale Instagram i suoi primi canestri, in allenamento al palaSerradimigni di Sassari, aveva spiegato che si stava preparando con un programma individuale, e non avrebbe potuto fare diversamente, raccontando la sua emozione: «Riprendere la palla in mano dopo dieci mesi è stato emozionante, bello.

All’inizio mi sembrava che fosse la prima volta che giocassi a basket, poi tiro dopo tiro la sensibilità è tornata sempre di più. Per ora sono concentrato sul lavoro individuale, soprattutto fisico. Quella che si vede nel video che ho postato è la prima volta che tiravo.

In questo periodo devo stare attento a non subire traumi, contusioni, quindi il mio lavoro con la squadra, di contatto, inizierà dopo l’estate».

Evidentemente spiegare a chi non era interessato a capire, ma solo a mettere fango nel ventilatore, non era servito. Tanto che tre settimane fa si era sentito in dovere di stoppare le maldicenze, postate solo per dare aria ai polpastrelli, di aprire Instagram, precisando ufficialmente le ragioni per cui non si trovava a Sassari con la squadra: «Vorrei fare un po’ di chiarezza su ciò che ho letto negli ultimi giorni sui social» - ha scritto Polonara il 12 aprile. «Non sono a Sassari per allenarmi semplicemente per motivi di spostamenti viste le mie ultime visite mediche imminenti. Il mio obiettivo è rientrare il prima possibile. Nelle ultime settimane sono a Battipaglia e la società Avellino Basket si è messa a disposizione per farmi allenare individualmente. Forza Dinamo, tutti insieme uniti per un obiettivo importante».

Fa una certa tristezza il fatto che una storia come questa invece di trovare solo sostegno e tifo, per il gioco e per la vita riconquistati, abbia trovato anche maldicenze che misuravano niente altro che la pochezza di chi non limitandosi a pensarle le ha messe pure in pubblico. Fortunatamente il mondo della pallacanestro ha mostrato al contrario invece grande empatia e intelligenza.

Polonara a dispetto di chi lo criticava ci ha provato con tutte le sue forze. E se oggi prende atto di non riuscire nell’intento, è solo per confermare di essere il grandissimo professionista che è stato. Lo sport d’alto livello non può prescindere dai corpi cui chiede a volte una efficienza al limite dell’umano. Il solo fatto di averci provato con serietà merita solo un grande rispetto e un grazie per quello che Achille Polonara ha dato in termini di immagine e di lustro alla pallacanestro italiana nel mondo, ma anche di umana determinazione.

Purtroppo la fortuna non è stata dalla sua: nel 2017 dopo il primo contratto firmato con Sassari era stato invitato da Milwakee per la Nba summer season, ma un infortunio si era messo di traverso. Nell’ottobre 2023, analisi sballate a un controllo antidoping gli salvarono la vita rivelando in tempo utile un tumore a un testicolo. Un anno fa un’altra tegola, la più pesante. Per il campo non c’è più tempo, ma la conoscenza del basket di Achille Polonara tornerà utile altrove. Intanto buona vita, Campione! Verrebbe da dire: non ti curar di loro...