Lo sport ha sempre saputo regalare storie di resilienza grazie ad atleti capaci di andare oltre ai propri limiti fisici, specialmente in quelli paralimpici. Se pensiamo ad una figura del genere in Italia, alla mente ci balzerà subito Bebe Vio. Dopo una carriera costellata di successi emozionanti e immortali nella scherma, ha deciso di chiudere questo capitolo della sua storia sportiva e professionale per aprirne uno nuovo nel mondo dell'atletica.

Con in mano il fioretto, Bebe Vio ha scritto pagine indelebili della scherma paralimpica: è salita sul gradino più alto del podio a Rio 2016 e Tokyo 2020, bronzo a Parigi 2024 sia individuale che a squadre, ha trionfato per 4 volte nei Campionati mondiali paralimpici, 5 volte nei Campionati europei e 2 in quelli italiani.

A marzo dichiara che il suo matrimonio con la scherma è ormai giunto al termine. Ai microfoni di Che tempo che Fa aveva infatti spiegato come ormai lo sforzo richiesto al suo fisico dalla scherma fosse diventato insostenibile. La scherma paralimpica chiede tutto al busto: esplosività, equilibrio, reazione fulminea. Un tipo di sforzo concentrato e ripetuto che, nel tempo, il suo corpo non riusciva più a sostenere ai livelli richiesti dall'élite mondiale.

Milano Cortina 2026 Paralympics - Opening Ceremony - Arena di Verona, Verona, Italy - March 06, 2026. Torchbearer Bebe Vio carries the flame during the Opening Ceremony REUTERS/Matteo Ciambelli
Milano Cortina 2026 Paralympics - Opening Ceremony - Arena di Verona, Verona, Italy - March 06, 2026. Torchbearer Bebe Vio carries the flame during the Opening Ceremony REUTERS/Matteo Ciambelli
Bebe Vio alla cerimonia di apertura delle Paralimpiadi di Milano-Cortina 2026. REUTERS/Matteo Ciambelli (REUTERS)

Ma Bebe non ha mai mollato una volta in vita sua, e allora già dopo le Paralimpiadi di Parigi 2024 ha iniziato a cimentarsi in altre discipline, trovando una nuova vocazione nell'atletica, in particolare nei 100 metri. Una scelta che rappresenta un cambio di paradigma fisico totale: dai movimenti del torso alla spinta delle protesi, dalla stasi esplosiva della pedana alla gestione dell'accelerazione su una pista. Un altro sport, un altro corpo da imparare.

Venerdì 15 maggio ha esordito ufficialmente nella prima prova territoriale interregionale dei Campionati di Società FISPES e della Coppa Italia Lanci 2026. Risultato? 100 metri percorsi in 14,75 secondi e pass per partecipare ai campionati Assoluti staccati. Un tempo che è solo un punto di partenza, ma che vale già qualcosa: è la prova che la transizione non è un esperimento, è un progetto serio.

L'appuntamento è a Grosseto per il 4 e 5 luglio, quando Bebe Vio proverà a scrivere un'altra pagina di storia dello sport tra le corsie dello stadio Zecchini. Una pista, otto corsie, cento metri. Bebe Vio non ha mai avuto bisogno di molto spazio per fare la storia, e non sembra intenzionata a smettere adesso.