Calcio contro Tennis, non è Kramer contro Kramer, film da 5 Oscar su nove nomination nel 1980, ma una piccola battaglia intestina dalle parti del Foro Italico/stadio Olimpico dato che i due impianti sono adiacenti. Un ingorgo di calendari fa sì che si incrocino nella stessa giornata il derby Roma-Lazio, per altro significativo per le sorti della Roma in vista delle Coppe europee, e la finale degli Internazionali d’Italia di tennis, che vedono Jannik Sinner arrivarci da numero uno e favoritissimo.

Pare che siano collegati a questo gli adesivi con insulti omofobi a Sinner trovati nei pressi del Foro italico: come dire, carinerie da curva applicate al tennis, oggi sport di grande fair play, anche perché gli arbitri sono duri con chi sgarra, ci vuole un attimo a prendere un “warning”, versione tennistica del cartellino giallo e a perdere un punto di penalità alla seconda intemperanza, alla quarta e per gravissime mancanze si viene cacciati. Jimmy Connors e John McEnroe, con il loro turpiloquio, oggi non finirebbero una partita.

Pare che gli adesivi siano la reazione al rischio di veder slittare il derby: si decide martedì 12, ma la questione è in ballo da giorni: il derby è infatti partita incandescente che chi tutela l’ordine pubblico non desidera in notturna, perché troppo complessa da gestire. Ma il pomeriggio è impraticabile perché, classifica, risultati degli ultimi mesi, e stato di forma del rosso altoatesino fanno intendere che al Foro italico per la finale di domenica 17 alle 17 ci sarà il pienone, nella speranza di trovarci il campione di casa, e due eventi concomitanti di quella portata sono logisticamente ingestibili.

La soluzione che si era trovata, spostare il derby alle 12.30, non entusiasma Questura e Prefettura che devono gestire l’ordine pubblico perché vorrebbe dire incrociare gli oltre 70mila uscenti dallo Stadio Olimpico con gli oltre 12mila entranti al Centrale del Foro italico, senza contare le tensioni del derby.

Ma non piace neanche al tecnico della Lazio Maurizio Sarri, che lunedì sera aveva affermato: «È un insulto alla città di Roma e alle due squadre romane. Già abbiamo dovuto giocare la stracittadina di andata alle 12.30 a settembre con 37 gradi e adesso di nuovo hanno deciso di farla alla stessa ora. Che quel giorno ci fosse la finale degli Internazionali di tennis lo si sapeva da due anni. Che nelle ultime due giornate ci fosse la contemporaneità tra le partite pure. Chi in Lega ha fatto il calendario e previsto il derby alla penultima giornata dovrebbe dimettersi. Spero che qualcuno paghi per questa decisione. Io non la accetto e per protesta diserterò le interviste pre e post gara e, dopo essermi accomodato in panchina, me ne andrò subito negli spogliatoi».

La soluzione del posticipo, alle 18 di lunedì, sarebbe praticabile per l’ordine pubblico ma complicata per il calendario (per questioni di contemporaneità) e sgraditissima al calcio perché in giornata lavorativa. Ezio Simonelli, presidente di Lega Serie A, e Giampiero Gasperini, piuttosto del “niente” del lunedì si adatterebbero al “piuttosto” della domenica alle 12.30. «Magari piove, che ne sai?», ha abbozzato il tecnico della Roma stuzzicato sulle parole di Sarri dopo l’incontro con la Fiorentina, «Nessuno è felice di giocare alle 12.30, ma di lunedì sarebbe ancora più brutto almeno giochiamo di domenica. Forse anche in contemporanea dobbiamo giocare». L’allusione conclusiva è alla necessità, essendo la penultima di campionato, di garantire la contemporaneità tra le partite in cui sono coinvolte squadre che lottano per lo stesso obiettivo. Bisogna dunque buttare un occhio alle altre sfide che portano all’Europa, in cui è coinvolta la Roma.

Un bel rebus sul quale ha buttato il suo carico da briscola Angelo Binaghi, fumantino presidente della Federtennis, forte di un peso politico che ormai obiettivamente eguaglia il pallone: «Che la finale degli Internazionali si sarebbe giocata quel giorno a quell'ora si sa da due anni. Io credo che sia la volta buona che il calcio si renda conto che, per il bene dei suoi appassionati, ormai tanti quanto i nostri, bisogna programmare il campionato tenendo conto che a Roma e a Torino ci sono gli Internazionali e le Atp Finals», ha spiegato a RadioUno. Per poi dire che se fosse toccato a lui, «come fece De Siervo, avrei spostato il derby al giorno precedente così come successo a Torino quando misero Juve-Toro in contemporanea con le Atp Finals. Insomma, la programmazione si può fare in mille modi: se si trova un dirigente illuminato si può fare, altrimenti...».

Sul fatto che il tennis sia ormai per il calcio un “avversario” alla pari, dice in effetti il vero, perché se il calcio a fine 2025 contava ancora il maggior numero dei tesserati 1,5 milioni contro 1,2 milioni del tennis, la Federtennis con 230 milioni di euro nell’ultimo anno contabile ha superato in fatturato per la prima volta in fatturato la Figc ferma a 200 milioni.