Milano come Torino, vent’anni dopo, s’è accesa all’ultimo con la fiaccola. Perché sì, l’Olimpiade è per definizione qualcosa che si accende e ha bisogno di un in innesco, perché una città alzi la testa dai propri pensieri quotidiani e si accorga che qualcosa sta per accadere: soprattutto nelle città relativamente grandi solo in parte attraversate dai luoghi olimpici che non pervadono tutto, lo spirito olimpico parte in sordina.

Fino a qualche giorno fa a Milano l’impressione era che al di fuori degli spazi imbandierati, tutto sommato non così appariscenti, né così numerosi, tutto vivesse come sempre, quasi senza accorgersi di un evento di portata mondiale alle porte. Nell’imminenza pareva si percepissero soprattutto disagi da calcolare, zone rosse, zone blindate, fermate di metro saltate.

Villaggio Olimpico, Giochi Olimpici Milano Cortina 2026 - il viaggio della Fiamma Olimpica dei XXV Giochi olimpici invernali
Villaggio Olimpico, Giochi Olimpici Milano Cortina 2026 - il viaggio della Fiamma Olimpica dei XXV Giochi olimpici invernali
Il viaggio della Fiamma Olimpica dei XXV Giochi olimpici invernali (Ipa)

Poi però qualcosa è cambiato il 5 febbraio, quando come le lucertole (complice un raggio di sole) le persone a poco a poco si sono riversate alla chetichella nelle strade in corrispondenza del passaggio della fiaccola che porta la fiamma olimpica verso la cerimonia di apertura: un lungo serpentone di persone, sottile, perché ci si spalmava per vedere, ma alla fine numeroso, ha lasciato le case, gli uffici, ed è sceso ad aspettare il passaggio della fiamma olimpica attesa a San Siro e all’arco della Pace la sera del 6 febbraio, con la sensazione di voler essere presenti a un momento comunque unico: signore impazienti di vedere e preoccupate di avere qualcuno davanti, bambini con il braccio per i selfie una cosa che non esisteva a Torino 2006, bandiere Tricolore, persone ai balconi.

Come se all’improvviso i cittadini si fossero accorti che qualcosa sta per accadere, che da domani Milano, città di pianura, in sé non un luogo da Olimpiade invernale, cesserà per 17 giorni di essere semplicemente Milano, ma diverrà il primo troncone di Milano Cortina 2026, che è il tempo unico di un luogo che per due settimane e poco diventa altro da sé e nel bene e nel male il centro del mondo. Solo il tempo dirà se come a Torino la fiammella che passa sarà l’innesco di un contagio positivo che durante i Giochi s’è propagato colorando il grigio. Lo scopriremo vivendo, da domani quando si accenderà il Tripode.