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Milano Cortina 2026 Flora Tabanelli.
Dimostra meno dei suoi 18 anni Flora Tabanelli, ma quell’aria da ragazza della porta accanto, acqua e sapone e sorriso gentile, non rende il coraggio da sport estremo che fa di lei una delle stelle del Freestyle big air, quella strana disciplina vagamente circense che combina sci alpino, tuffi da grandi altezze e ginnastica artistica: si tratta di buttarsi con degli sci abbastanza corti per una rampa con un dente, che a Livigno sede olimpica ha un’altezza di 40 metri, farsi proiettare nell’aria e lì svolgere evoluzioni, ruotando sugli assi del corpo, sci ai piedi, per poi ovviamente atterrare in piedi il più lontano possibile (la lunghezza massima a Livigno è 225 metri).
Lo sport è di giudizio, con modalità paragonabili a quelle della ginnastica e dei tuffi: si fanno tre run, tre salti e vengono tenuti buoni i due migliori, ma occorre variare le rotazione.


Flora Tabanelli ha iniziato seguendo il fratello maggiore Miro, anche lui ai Giochi, con cui vive e gareggia adesso in val di Fiemme, che costruiva “salti” fuori dal rifugio dei genitori. Originari dell’Appennino modenese, i due sono cresciuti sportivamente a Corno alle scale posto noto per aver dato i natali sciistici ad Alberto Tomba, il suo idolo da bambina e amico di famiglia.
Dopo la gara il primo abbraccio è per Miro, in conferenza stampa dopo Flora dirà: «La medaglia è per metà sua, per come mi è stato vicino in questi mesi dopo l’infortunio», la rottura del crociato a novembre scorso. Non a caso a fine gara il primo abbraccio è per lui.


Nella sera del 16 febbraio, mentre il mondo olimpico era distratto dal pattinaggio di figura, coppia di artistico, Flora ha vinto un bronzo pesantissimo, con due salti che valevano un punteggio da oro, peccato che sia stato scartato uno dei due punteggi più alti per i limiti imposti dalla varietà di rotazione. Tabanelli aveva realizzato oltre i 90 nella prima, 84 nella seconda, 94 nella terza, ma hanno dovuto scartare la prima e non la seconda, perché la prima e la terza avevano la stessa direzione di rotazione: dopo due “run”, Flora era quarta di niente, serviva il salto della vita e Flora lo ha fatto dando prova di grande carattere.
Sport poco noto alle nostre latitudini e giovane, praticato da ragazzini con attitudini da funamboli, il big air ha in Flora una fuoriclasse assoluta esplosa nella scorsa stagione con titoli che valgono una carriera: Coppa del Mondo generale di freestyle, la Coppa del mondo di big air, gli X-Games di big air ad Aspen e i Mondiali di big air ad Engadina.
Ma a rendere speciale questa medaglia all’Olimpiade in casa c’è un dettaglio che mette in connessione la sua determinazione con quella di Federica Brignone: Flora da mesi sta gareggiando con un legamento crociato rotto, in una disciplina che sollecita enormemente le ginocchia nell’ammortizzazione degli atterraggi. Arrivato nel pieno della stagione l’infortunio ha rischiato di compromettere la partecipazione ai Giochi, per questo si è scelto un trattamento conservativo, nella speranza che bastasse a partecipare.
Per questo Flora è arrivata ai Giochi “coperta” con senza gare nelle gambe e tante incognite: la solidità da veterana con cui ha affrontato la gara disegnando evoluzioni nell’aria come fa con le matite all’istituto d’arte, a dispetto delle condizioni precarie, rende la sua medaglia luminosissima. Adesso l’aspetta l’intervento chirurgico per rimettere in sesto il ginocchio: la testa è già alla prossima stagione.




