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L'esultanza di Giovanni Franzoni, nel SuperG di Coppa del mondo in Val Gardena 19 dicembre 2025.
Che sia imminente un’Olimpiade in casa si vede dal fermento, dai podi che si moltiplicano in tutte le discipline della neve. Anche chi ancora doveva crescere trova una spinta in più: tra loro senz’altro Giovanni Franzoni, classe 2001, bresciano, mai salito sul podio di Coppa del mondo fin qui, c’è arrivato con un terzo posto per la prima volta in carriera alzando due dita al cielo in una dedica molto personale, a Matteo Franzoso il compagno di stanza morto per una caduta in allenamento un anno fa: il 19 dicembre 2025, sulla Sasslong della Val Gardena in SuperG, una delle piste che hanno fatto la storia dello sci alpino italiano: per i risultati certo, ma anche per le mattane di Christian Ghedina che, sul salto noto come Gobbe del cammello, vi fece la spaccata, e anche per un grave incidente occorso su quel salto a Matteo Piantanida.
Proprio lì ha centrato il suo primo podio in Coppa Giovanni Franzoni, con il pensiero al suo compagno di stanza scomparso il 15 settembre dello scorso anno, a seguito di una brutta caduta in allenamento a La Parva in Argentina. Franzoni si è commosso alle lacrime davanti ai microfoni raccontando: «Sento che ieri e oggi qualcuno da lassù mi ha guardato. Questa dedica non può che essere per Matteo Franzoso: abbiamo passato momenti tosti, ma il lavoro paga. Da quando se ne è andato, so che farà tutte le gare insieme a me e ci tenevo a dedicargli un podio, perché meritava solo qualcosa di davvero grande. Mi sembra un sogno. Non so ancora se crederci. Fare una gara del genere qui è autentica follia. Credevo di essere stato fortunato, ieri. Oggi ho avuto una grande conferma: sto migliorando anche sul facile, la consapevolezza sta crescendo e sono più libero di testa. Mi sono detto “O parti per sciare forte, oppure davanti non arrivi”: non mi aspettavo di arrivare così avanti, ma è la grande conferma che posso dire la mia anche su questi pendii».
Dopo la gara, mentre aspettava che tutti completassero il percorso sono arrivati i complimenti di Alberto Tomba, una vera iniezione di fiducia: «Sono stato sempre un ragazzo insicuro, ricevere oggi i complimenti di Alberto sono una cosa pazzesca. I miei ultimi tre anni sono stati complicati, anche per l’infortunio e ho dovuto crederci. E dico lo stesso a tutti gli altri: credeteci, crediamoci. Non posso che ringraziare tutto lo staff ed i miei compagni, il mio skiman che mi segue da sette anni, il mio preparatore, la mia famiglia: è un miracolo».
Dopo, senza riuscire a trattenere ancora le lacrime spiegava il misto di emozioni: «Gioia, adrenalina, un po’ di sofferenza repressa, sono contento perché da una vita sogno di sciare in Coppa del mondo, il podio è arrivato su questa pista dove non mi aspettavo, la squadra ha sofferto tanto, credo che i risultati di questi due giorni non siano una coincidenza, fanno bene noi, fanno bene al morale, ci dà tanta fiducia».






