La rivincita se la prende tutta in una volta, Laura Pirovano, sullo sci e sulla vita: con la terza vittoria in carriera conquista andandosela a prendere sulla neve, di volontà avendo dimostrato di saper gestire la pressione, in un finale eccezionale, la Coppa del mondo di discesa libera 2026. In un modo che nessun mito, nessuna favola, nessuna fiaba avrebbe potuto immaginare. Ci ha pensato la vita che quando vuole sa avere più fantasia di qualsiasi narratore.

A Laura Pirovano, trentina di Spezzo, classe 1997, la vita e lo sci, fin qui, hanno soprattutto preso. Un’infinità di podi sfiorati in Coppa del mondo, in cui ha esordito nel 2015: 29 piazzamenti tra le migliori 10, di cui 11 tra le migliori 15 e mai un podio.

La versione moderna del supplizio di Tantalo, condannato nel mito greco alla sete e alla fame eterna nell’Ade pur essendo immerso in acqua fresca e con alberi da frutto all’apparenza a portata di mano ma impossibili da raggiungere. Gli dei dell’Olimpo lo hanno applicato allo sci alpino, uno sport, per le sue variabili più capriccioso di loro (e ce ne vuole), prendendo a bersaglio questa tenacissima sciatrice, che a differenza di Tantalo non ha cercato di equipararsi agli dei ma solo di fare il suo lavoro: provare a vincere le cose importanti.

È andata così per oltre dieci anni, poi il 6 marzo 2026 gli dei dell’Olimpo hanno rovesciato i loro capricci, permettendole di vincere sulla VolatA del passo San Pellegrino in val di Fassa la sua prima gara di Coppa del mondo, in discesa libera, per un solo centesimo davanti alla tedesca Emma Aicher, giovane polivalente che tutti riconoscono come il futuro dello sci alpino femminile. Una discesa che non doveva esserci, recupero della prova annullata a Crans Montana. «Vinco per un centesimo e mi dispiace», aveva detto quel giorno Laura con quel suo viso sempre solare, «ma tante volte è andata male, oggi voglio godermela».

La rondine che ha fatto primavera per un centesimo appena è tornata a volare sulla testa di Laura, Lolli per tutti, per lo stesso solo centesimo anche il giorno dopo, una situazione che lei per prima ha definito surreale: «È ancora più incredibile di ieri: non riesco a realizzare. È tutto surreale. Anche il distacco di un centesimo, per due volte di fila, credo mi ripaghi di tutte le volte che i centesimi li ho avuti a sfavore. La mia regolarità ha finalmente pagato ed è meraviglioso. Quando ho visto la luce verde pensavo fosse uno scherzo, e ancora adesso non riesco a crederci. Ci sono due ragazze che hanno fatto la gara praticamente come me, perché il distacco di 1 e 5 centesimi vuol dire praticamente nulla. Io sapevo di essere vicina alle migliori, ma non pensavo a due giornate come queste».

Ma due gare vinte così non state un fatto singolo, perché due vittorie vogliono dire 200 punti, cosa che ha messo Laura Pirovano in corsa per la Coppa di discesa libera fino alla finale. Ha iniziato a sciare a tre anni, in carriera tanti infortuni l’hanno interrotta ma mai fermata. Polivalente come impostazione, ama la velocità sugli sci, ma anche il mare che frequenta per altri sport da brivido come l’apnea e il surf.

Gli ultimi 100 punti sono arrivati oggi. La vita e lo sci le hanno finalmente restituito il maltolto, tutto in una volta. Nella stessa giornata che ha visto la rivincita anche di Dominik Paris tornato alla vittoria in discesa, a Lillehammer, un posto che all’Italia porta da sempre fortuna.