Più della grande bandiera rossonera, più degli striscioni, più dei cori da stadio, una immagine potentissima rende simbolicamente che cosa abbia rappresentato Franco Baresi per il calcio, per Milano, per il Milan: sul ponteggio del cantiere che circonda la Basilica di Sant’Ambrogio in cui la città, che ha proclamato lutto cittadino, saluta il suo campione, un operaio lavora di spalle e tra il grigiore dell’impalcatura spiccano le righe rossonere della maglia che indossa, con il numero «6» stampato in bianco: è la maglia di Franco Baresi. Il suo modo di essere lì a rendere omaggio al capitano, lavorando.

A Franco Baresi che quattordicenne, in partenza per provare la strada del calcio a partire dal pensionato di Milanello aveva detto: «Se non ce la faccio torno e lavoro nei campi» quel modo sarebbe piaciuto.

The funeral of Franco Baresi in Milan, 4 August 2026. ANSA/MATTEO BAZZI
The funeral of Franco Baresi in Milan, 4 August 2026. ANSA/MATTEO BAZZI
Il funerale di Franco Baresi. (ANSA)

Una grande bandiera rossonera numero 6, il numero di Franco Baresi, ritirato con lui, dopo la sua ultima partita, tributo per la prima volta riconosciuto a un calciatore italiano, sventola davanti alla Basilica di Sant’Ambrogio, a Milano, e la folla ricorda quella dei funerali di Giuseppe Verdi. A giudicare, dagli omaggi sui giornali del mondo al Capitano, ritenuto il miglior libero della storia del calcio, il paragone non è del tutto eretico, la capacità di portare Milano e l’Italia nel mondo sono quasi paragonabili: se nell’Ottocento l’opera è stato il più grande veicolo universalmente riconosciuto dell’Italia in ogni angolo del pianeta, il calcio in epoca più recente ha fatto il resto.

Daniele Massaro e Dejan Savi?evi? arrivano alla chiesa di Sant'Ambrogio per partecipare al funerale di Franco Baresi. Milano 4 Agosto 2026 ANSA / MATTEO BAZZI
Daniele Massaro e Dejan Savi?evi? arrivano alla chiesa di Sant'Ambrogio per partecipare al funerale di Franco Baresi. Milano 4 Agosto 2026 ANSA / MATTEO BAZZI
Daniele Massaro con la fascia da capitano e Dejan Savicevic. (ANSA)

La folla canta a squarciagola C’è solo un capitano, un coro da stadio, e You'll Never Walk Alone" canzone scritta nel 1945 da Richard Rodgers e Oscar Hammerstein II per il musical Carousel, diventata, l'inno ufficiale della squadra di calcio del Liverpool. Forse non sono l’accompagnamento più consueto a una circostanza funebre, ma sono un tributo che Franco Baresi avrebbe gradito: la presa d’atto del fatto che il campo di calcio è stato il suo campo.

La prima lettura è assegnata a Beppe Bergomi, l’avversario rivale, uomo schivo più simile a lui, quello con cui ha condiviso l’ultima uscita pubblica: l’entrata a San Siro tra gli ultimi tedofori di Milano Cortina 2026, ma con la maglia di un altro colore, l’altro colore Milano. A portare la bara i compagni di una vita, gli stessi che tante volte hanno portato in trionfo il loro capitano: Filippo Galli, Giovanni Galli, Daniele Massaro, Roberto Donadoni, Marco Van Basten, dietro di loro Paolo Maldini, Clarence Seedorf, Pietro Paolo Virdis, Billy Costacurta, Roberto Baggio, Dejan Savicevic.

The funeral of Franco Baresi in Milan, 4 August 2026. ANSA/MATTEO BAZZI
The funeral of Franco Baresi in Milan, 4 August 2026. ANSA/MATTEO BAZZI
La salma di Franco Baresi arriva a Sant'Ambrogio. (ANSA)

L’omelia affidata a Monsignor Faccendini Abate di Sant’Ambrogio. «Nei Vangeli», ha detto, «è esplicita la predilezione di Gesù per i piccoli, per chi è Piscinin, come veniva affettuosamente chiamato Franco Baresi. Nei piccoli Gesù vede le qualità del Regno: è indubbia la predilezione di Gesù per Franco baresi. Ci ha insegnato che è possibile diventare grandi restando piccoli. Mi rivolgo in particolare ai familiari di Franco. Un momento come questo, vissuto bene, non cancella il dolore, che nei prossimi giorni si farà sentire in maniera ancora più dura, però il dolore lo rasserena. E ci consegna una certezza: di lui resta il bene, resta l’amore con cui viviamo”, ha aggiunto, ricordando il “legame profondo di Franco con il Signore Gesù e la tradizione con la fede cattolica, che non ha mai nascosto, una fede che gli ha consegnato stabilità, serenità, senso di responsabilità e attenzione nei confronti degli altri, e grandissima sensibilità. E che ha dato a Franco uno stile bello di umanità». «Franco è stato un campione, tutti gli riconosciamo classe e tenacia e la forza: il Maradona della difesa, il miglior difensore di sempre, come abbiamo letto in questi giorni», ha continuato, «Gli riconosciamo la leadership, il capitano per eccellenza. Il campione e i suoi trofei, tantissimi, ma anche le sue sconfitte e le lacrime amare. Mi piacerebbe che questo momento di preghiera fosse occasione per tenere acceso questo po’ di luce, soprattutto nel lutto cupo, nella vostra mente, custodendo con orgoglio la memoria di Franco».

Centinaia di persone già in fila per i funerali di Franco Baresi a Milano, 4 agosto 2026. ANSA / MATTEO BAZZI
Centinaia di persone già in fila per i funerali di Franco Baresi a Milano, 4 agosto 2026. ANSA / MATTEO BAZZI
Lo striscione davanti alla chiesa. (ANSA)

Claudio Ranieri, nuovo Dt degli Azzurri, ha portato la maglia dell’Italia, in rappresentanza della Nazionale. Al termine Franco Baresi è uscito dalla Chiesa sulle spalle di altri sei compagni. La sintesi della giornata è tutta nell’enome striscione davanti alla Basilica: «Franco Baresi, leggenda immortale, inimitabile bandiera, che non smetterà mai di sventolare: ciao Capitano».