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Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella al Teatro alla Scala dichiara aperta la 145ma sessionedel Comitato Olimpico Internazionale
L’attesa sta per finire. Al Teatro alla Scala di Milano, gremito di rappresentanti dello sport, della cultura e delle istituzioni, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha aperto la 145ª Sessione del Comitato Olimpico Internazionale, a pochi giorni dall’avvio dei Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026.
«Lo sport è incontro in pace: testimonia fraternità nella lealtà della competizione con altri», ha affermato Mattarella, ricordando come l’attività sportiva si opponga a ogni forma di violenza e calpestio della dignità umana, «Chiediamo, con ostinata determinazione, che la tregua olimpica venga ovunque rispettata. Che la forza disarmata dello sport faccia tacere le armi».
Rivolgendosi al pubblico e agli atleti, il Presidente ha sottolineato il ruolo dello sport nel promuovere la pace globale: «I Giochi sono uno strumento coinvolgente per invocare pace e comprensione reciproca. Da Milano e Cortina, da Bormio, da Livigno, da Anterselva, dalla Val di Fiemme, da Verona, lo sport si proporrà come veicolo di questa speranza».
Dopo il discorso istituzionale, l’Orchestra del Teatro alla Scala, diretta da Riccardo Chailly, ha eseguito un programma dedicato a Rossini e Verdi, accompagnata dal baritono Luca Salsi.
Anche il presidente del CONI, Luciano Buonfiglio, ha ricordato il valore universale dei Giochi: «Noi siamo una Famiglia, la Famiglia Olimpica. La pace e l’armonia sono elementi imprescindibili della nostra attività. I Giochi Olimpici non sono solo un evento sportivo planetario ma una forza potente per influire sugli equilibri del mondo superando i confini delle divisioni e ripristinando il rispetto per i deboli».


Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella al Teatro alla Scala per l'apertura della 145ma sessione del Comitato Olimpico Internazionale
(ANSA)Giovanni Malagò, presidente della Fondazione Milano Cortina 2026, ha aggiunto: «Tra poche ore accenderemo i bracieri olimpici e abbracceremo il mondo, pienamente consapevoli che i Giochi italiani coincidono con uno dei momenti più difficili della storia globale recente. Questo li rende ancora più significativi e importanti».
Anche Kirsty Coventry, presidente del CIO, ha sottolineato l’importanza della cultura e della creatività italiane come cornice dei Giochi: «La Scala rappresenta lo spirito italiano, un amore profondo per l’arte e la vita, per la creatività umana e per la fusione di tradizione e innovazione. Con questo spirito l’Italia accoglierà i migliori atleti di sport invernali del mondo mentre si apprestano a realizzare il loro sogno olimpico».
I portabandiera dei Giochi: simboli di pace e resilienza
Sono stati annunciati oggi i portabandiera che accompagneranno la Bandiera Olimpica durante la Cerimonia di Apertura dei Giochi, dieci personalità di rilievo internazionale che incarnano i principi di pace, unità e solidarietà. La Bandiera Olimpica, con i cinque cerchi intrecciati su sfondo bianco, rappresenta l’unione dei continenti e l’incontro tra atleti di tutto il mondo. Per Milano Cortina 2026, essa sfilerà in due luoghi simbolici: allo stadio di San Siro a Milano, accompagnata da otto portabandiera, e a Cortina, con due portabandiera.
Gli italiani sul palco olimpico
Tra i portabandiera italiani (che sono 5 in totale) spiccano Nicolò Govoni e Filippo Grandi.
Govoni è scrittore e attivista per i diritti umani, candidato al Premio Nobel per la Pace 2020 per il suo impegno nella protezione dei minori rifugiati, CEO e Presidente di Still I Rise, organizzazione che garantisce istruzione gratuita di eccellenza a bambini vulnerabili nel mondo.
Filippo Grandi, Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati dal 2016 al 2025, ha guidato la protezione di milioni di persone costrette a fuggire da conflitti e persecuzioni ed è Vicepresidente della Olympic Refuge Foundation.
Chi sono gli altri portabandiera internazionali
Gli altri portabandiera rappresentano una varietà di storie di impegno e resilienza: Tadatoshi Akiba dal Giappone, ex sindaco di Hiroshima e attivo promotore del disarmo nucleare; Rebeca Andrade dal Brasile, atleta plurimedagliata e simbolo di perseveranza dopo gravi infortuni; Maryam Bukar Hassan dalla Nigeria, artista e poetessa impegnata per la parità di genere e la pace inclusiva; Eliud Kipchoge dal Kenya, maratoneta leggendario e Ambasciatore UNESCO per i valori dello sport; Cindy Ngamba del Refugee Olympic Team, prima atleta rifugiata a conquistare una medaglia olimpica nel pugilato; e Pita Taufatofua da Tonga, primo atleta del suo Paese a partecipare sia ai Giochi Estivi sia a quelli Invernali e impegnato in iniziative umanitarie e climatiche.
A Cortina, due icone dello sport italiano
A Cortina, a portare la bandiera saranno due storiche figure dello sport italiano: Franco Nones, primo campione Olimpico italiano nella storia dello sci di fondo, oro nella 30 km ai Giochi di Grenoble 1968, e Martina Valcepina, campionessa di short track con tre medaglie olimpiche tra il 2014 e il 2018 e numerosi titoli europei.
La scelta dei portabandiera rappresenta così un ponte tra sport, impegno civile e valori umani universali, incarnando lo spirito olimpico che i Giochi di Milano Cortina 2026 intendono trasmettere al mondo.







