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Jannik Sinner
Jannik Sinner, con rammarico, annuncia via social il forfait per infortunio fino a fine anno. Sono passate appena poche settiamane da quando il 4 settembre scorso, sui suoi social network la Ptpa La Professional Tennis Players Association (PTPA) è un'associazione indipendente fondata nel 2020 da Novak Djokovic e Vasek Pospisil per tutelare i diritti, la rappresentanza e il benessere dei tennisti professionisti, pubblicava questa riflessione a margine del fatto che Carlos Alcaraz aveva spiegato la necessità di prendersi più stacchi per preservarsi il futuro: «Non ci sorprende vedere i giocatori prendere decisioni drastiche per proteggere la propria salute. Giustamente, vogliono evitare infortuni e tutelare la propria carriera a lungo termine. Come ha dimostrato l'analisi sugli infortuni della PTPA, il tempo tra un evento e l'altro è uno dei fattori più importanti per ridurre gli infortuni. La decisione di Carlos è in linea con questa realtà. È responsabilità degli organi di governo creare un prodotto che non solo sia attraente per gli appassionati di tennis, ma che tuteli anche la salute e il benessere dei giocatori che rendono questo sport quello che è. È necessaria una riforma più profonda».
Infortuni aumentati
Poco prima durante i molteplici ritiri al torneo di Toronto aveva spiegato più in profondità: «Tre anni fa, la PTPA, in collaborazione con il suo Direttore Medico Dr. Robby Sikka, ha avviato un progetto completo per raccogliere e analizzare i dati sugli infortuni nel tennis professionistico. Oggi, tale iniziativa comprende la raccolta e l'analisi di dati relativi a oltre 30.000 incontri professionistici disputati negli ultimi otto anni a tutti i livelli di questo sport. Le evidenze sono chiare: la stagione è troppo lunga, i tempi di recupero si riducono e gli infortuni si verificano più precocemente e sono sempre più gravi. I giocatori sollevano queste preoccupazioni da anni. Eppure, anziché creare maggiori opportunità di recupero, l'ATP ha esteso il formato da 12 giorni a un numero maggiore di tornei obbligatori. Gli interessi commerciali a breve termine non possono prevalere sulla salute dei giocatori. Tutelare i tennisti non significa solo salvaguardare gli atleti in attività oggi, ma proteggere il futuro del tennis».
Oggi, 6 ottobre 2026 il tennis deve prendere atto che la stagione del suo numero uno è finita, che quella del suo numero tre è stata azzoppata per la prima parte dell’anno. Stiamo parlando di due giocatori di vertice che hanno 23 e 25 anni, un’età nella quale normalmente la maturità atletica non è raggiunta, ma che già esibiscono infortuni che, a giudicare dalle indiscrezioni (poche perché ci sono esigenze di riservatezza, scelte tattiche, sponsor che premono), sono problemi da sovraccarico. Sotto accusa ci sono: palline più grandi, pesanti e imprevedibili; corde sintetiche che danno più potenza ma assorbono peggio le vibrazioni; superfici più uniformi, un combinato disposto che allunga mediamente gli scambi e la durata media degli incontri d’élite.
Le reazioni
Adriano Panatta difende la scelta del numero 1: «Come sta Sinner? È la domanda che tutti mi fanno. Capisco la curiosità e l'interesse, ma sinceramente non lo so... Mi dispiace molto che Jannik debba chiudere qui la stagione. Sono sicuro che, insieme al suo staff e soprattutto ai medici, abbia fatto la scelta più saggia. La salute viene prima di tutto, e quando c'è di mezzo un problema fisico, per un atleta di alto livello, bisogna avere la pazienza di recuperare bene, di fermarsi, senza forzare i tempi».
La spiegazione
Federico Ferri, direttore di Sky Sport, ha ricostruito così la situazione: «Al termine del periodo di vacanza che si è preso dopo Wimbledon ha preso a tormentarlo una tendinopatia extra-articolare, alla parte esterna del ginocchio: si tratta di ITBS, sindrome della bandelletta ileo-tibiale, un infortunio da sovraccarico che colpisce chi fa movimenti ripetuti. Si sente un dolore acuto, che può comparire e scomparire a tratti, sulla parte esterna del ginocchio. In queste ore, dopo il no a Shanghai, Sinner ha avuto alcuni consulti, l’ultimo e il più importante a Lione giovedì scorso con il professore Sonnery-Cottet, uno dei più grandi esperti di cura del ginocchio. Tutti i consulti hanno dato lo stesso risultato: la forma di cura è solo il riposo, non è necessario un intervento chirurgico ma una terapia che non è compatibile con l’allenamento ad alta intensità e dunque con il campo».
Tra i forfait di Sinner c’è anche l’esibizione di Dubai, che, ormai è noto, è la prova tecnica per il master 1000 di Dubai in programma dal 2028: sarà il decimo in un calendario già saturo.
Si tratta di capire se i signori che governano politicamente, organizzativamente, ed economicamente il tennis hanno capito che di questo passo il circo rischia di perdere i suoi uomini migliori ancora ragazzi; se preferiscono correre questo rischio per tanti soldi maledetti e subito o se stanno ragionando di una programmazione a misura d’uomo ancorché campione, con uno sguardo un po’ più lungo alla tenuta del sistema.









