PHOTO
Mentre l’impianto Milano Ice Park di Rho sta ospitando le gare olimpiche di pattinaggio di velocità e alcune partite del torneo di hockey su ghiaccio è in corso una mostra che aiuta a capire perché gli olandesi sono così forte nelle corse sul ghiaccio.
“Storia e Gloria del Pattinaggio di Velocità – La cultura olandese del ghiaccio a Rho” è il titolo della mostra visitabile fino al 22 febbraio nella storica Villa Burba di Rho, una dimora nobiliare del XVII secolo a breve distanza dall’impianto olimpico.
“Con questa mostra unica a Rho, il pubblico italiano e internazionale avrà l’opportunità di conoscere la ricca cultura del pattinaggio profondamente radicata soprattutto nei Paesi Bassi, ma sempre più significativa anche in Italia. La mostra fa capire che il pattinaggio è molto più di uno sport d’élite: è una storia di tradizione, innovazione e connessioni internazionali. Proprio questi racconti arricchiscono l’attualità olimpica e offrono un contesto allo sport di altissimo livello che vedremo durante i Giochi di Milano Cortina 2026”, afferma Michael Stibbe, Ambasciatore del Regno dei Paesi Bassi in Italia dal settembre del 2025.
La mostra racconta la storia di uno sport che nei Paesi Bassi è parte essenziale dell’identità invernale nazionale e che sta diventando sempre più popolare anche in Italia, soprattutto grazie ai successi olimpici nello short track e nel pattinaggio di
velocità. Atleti come Enrico Fabris, campione olimpico e figura simbolo del pattinaggio italiano, hanno contribuito a far conoscere questa disciplina al grande pubblico. E oggi tutta Rho festeggia Riccardo Lorello, 23 anni, medaglia di bronzo nella gara dei 5.000 metri del pattinaggio di velocità.
Gli olandesi sono i grandi dominatori della specialità. Nelle Olimpiadi invernali, fino all’edizione di Pechino 2022, l’Olanda ha vinto 133 medaglie nel pattinaggio di velocità (48 ori, 44 argenti, 41 bronzi) e 9 medaglie nello short track (3 ori, 3 argenti e 3 bronzi).
La mostra presenta il pattinaggio come fenomeno sociale e culturale, non solo come sport d’élite. D’altra basta pensare ai numerosi dipinti del Rinascimento che mostrano la vita quotidiana in inverno nel territorio olandese, in cui si vedono decine di persone che pattinano sui canali, sia per diletto sia per la necessità di spostarsi. Sul ghiaccio nei Paesi Bassi si attenuavano le differenze sociali e uomini e donne partecipavano come pari; già nel XIX secolo le gare femminili attiravano decine di migliaia di spettatori.
La mostra attinge anche alla collezione del Museo Frisone del Pattinaggio (Eerste Friese Schaatsmuseum) di Hindeloopen, che custodisce la più grande collezione di pattini al mondo.
Una sezione è dedicata alla leggendaria Elfstedentocht, la maratona di pattinaggio di 199 chilometri lungo undici città della Frisia (provincia del nord dei Paesi Bassi), che può svolgersi solo in caso di gelo intenso e che si è tenuta appena dodici volte
negli ultimi cento anni. Fotografie, filmati storici e oggetti originali danno vita al mito di questa impresa unica la cui ultima edizione si è svolta nel 1997.
Con la scomparsa del ghiaccio naturale a causa di inverni più miti, il pattinaggio si è spostato verso piste artificiali e coperture indoor, dando origine a una nuova ondata di innovazioni: arene al coperto, pattini “clap”, tute aerodinamiche e piste sempre più moderne e sostenibili. Uno sviluppo che continua ancora oggi, con uno sguardo rivolto al futuro.
La mostra è realizzata grazie alla collaborazione tra Comune di Rho, Comune di Heerenveen, Provincia della Frisia, stadio del ghiaccio Thialf, Regione Heerenveen ‘n Gouden Plak (organizzazione di promozione regionale) e NOC*NSF (Comitato
Olimpico Olandese).
La mostra è curata da Marco Lubbers di Catch Your Moment.
L’iniziativa si svolge sotto l’egida dell’Ambasciata e del Consolato Generale del Regno dei Paesi Bassi in Italia.
La foto mostra un dipinto del 1605 di Hendrick Avercamp (immagine del museo ©Mauritshuis)





