Sembra in atto una vera rivoluzione per quanto riguarda l’emergenza abitativa degli studenti universitari fuori sede. La ministra dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini ha reso noti i dati relativi ai progetti di housing finanziati in parte con i fondi del PNRR e parte con l’attivazione della Cassa Depositi e Prestiti,. Entro il 2027 saranno disponibili 63.200 nuovi posti letto, superando anche l’obiettivo previsto dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr) per l'housing universitario, fissato a quota 60.000, e 33.000 di questi sono già pronti per accogliere gli studenti dell’anno accademico che sta per cominciare e vi si potrà accedere attraverso gli enti regionali per il diritto allo studio o secondo criteri di merito, contattando i gestori delle residenze.

Due nuovi studentati a Urbino, verso il via ai lavori (ANSA)

Noi di Famiglia Cristiana avevamo seguito attentamente la protesta degli studenti, che aveva portato nel maggio 2023 a denunciare affitti di sgabuzzini fatti passare per camere e che si era concretizzata con veri e propri sit-in davanti agli atenei, dove i più temerari passavano la notte in tenda, per esempio davanti al Politecnico di Milano. Quello che portavano a galla era non solo la penuria di alloggi nelle grandi città, dove sempre di più chi affitta appartamenti agli studenti opta per la formula più conveniente del B&B. Quindi meno posti letto per gli studenti e a prezzi sempre più esosi.

Per cui, per restare sull’esempio di Milano, dove tra università pubbliche e private e accademie post-diploma ci sono almeno trenta istituti di formazione universitaria che attraggono studenti da tutta Italia e dal resto del mondo, si calcola che siano oltre 60.000 gli studenti fuori sede: che devono però fare i conti, soprattutto le loro famiglie, con costi insostenibili per chi ha redditi medio-bassi. Venendo così, di fatto, a mancare quel diritto allo studio che dovrebbe garantire le stesse opportunità a tutti e non solo a chi se lo può permettere.

Ilaria Lamera studentessa del Politecnico in tenda in piazza Leonardo per protestare contro il caro affittii, Milano, 4 maggio 2023 (ANSA)

Ma ecco che arrivano gli studentati. Problema risolto? Non proprio, perché, se indaghiamo un po’ meglio, ci accorgiamo che la cifra sbandierata dalla ministra risponde solo in minima parte alle reali esigenze della popolazione universitaria (non dimentichiamoci che siamo uno dei Paesi europei con il minor numero di giovani che arrivano alla laurea). I posti previsti per Milano sono 1.538, chiaramente insufficienti. Inoltre molti di questi posti letto sono stati realizzati o lo saranno a breve in piccole città. Per fare un solo esempio, a Rimini ce ne saranno 793, mentre a Bologna, la più antica università italiana, una delle più prestigiose, solo 326. Scendendo al Sud, dove invece i costi degli affitti sono di per sé già molto più bassi, e c’è anche una grande disponibilità di alloggi privati, è stato destinato il 40% degli posti totali. Solo per restare nella regione Campania, 1.624 nella provincia di Napoli, 1.358 nella provincia di Caserta, 429 nella provincia di Salerno, 255 in quella di Benevento e 115 nella provincia di Avellino. Fenomeno alquanto bizzarro, per limitarci a un eufemismo.

E spesso questi studentati, almeno quelli di Milano, sembrano più resort vacanze, almeno come sono presentati nei siti e nelle brochure, con servizi annessi, stile campus americano (piscina, palestra, lavanderia e pulizia), insomma ben distanti da quelle che sono le reali esigenze di un ragazzo di 20 anni fuori sede, che ha bisogno di un letto dignitoso e di una cucina. Al resto ci pensa quella libertà di fare gruppo, inventarsi serate, che caratterizza il periodo universitario: esperienza fatta di studio, ma anche di libertà, assai formativa anch’essa per il percorso di giovani uomini e giovani donne.

E anche i prezzi non sono così abbordabili. Spulciando un po’ sul web, troviamo una residenza nel hinterland milanese dove il posto letto è di 475 euro, ma anche un campus dove si trovano appartamenti di un network internazionale di 15 mq a partire da 1.460 euro, il che suona come un insulto all’umana decenza. Non ci resta che continuare a monitorare, una volta conclusa la realizzazione dei 33.200 posti letto che mancano all’appello, se l’emergenza è destinata a finire oppure...